Zerocalcare in mostra al Maxxi a Roma: oggi si alzano troppi muri

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di Askanews

Roma, 9 nov. (askanews) - "Io parto dalla mia città, c'è un incattivimento delle persone, dello spirito che va sempre nella direzione degli ultimi, del più povero, di quello che in qualche modo esprime una contraddizione rispetto alla città vetrina e questo mi preoccupa e penso sia una cosa con cui ci troveremo a fare i conti".La mostra "Zerocalcare, Scavare Fossati - Nutrire coccodrilli", dal 10 novembre al 10 marzo nello spazio Extra del Maxxi a Roma, si apre con la riproduzione del grande murales che il celebre fumettista ha disegnato per la stazione di Rebibbia, quartiere in cui è cresciuto e a cui è molto legato. Il titolo della mostra si ispira a un disegno, che - avverte l'artista - all'anagrafe Michele Rech, viaggia su un doppio binario:"Mi rappresentava un sacco in realtà, penso proprio anche quando l'ho fatto come momento emotivo, il fatto di rinchiudersi su se stessi era qualcosa che mi rappresentava molto. Poi nel raccontarla come titolo della mostra ci siamo accorti che in verità parlava anche fuori dalla sfera emotiva, ma nella sfera politica parlava un po' di questo momento storico, sia di questo paese, che del mondo in parte. Questa tendenza a scavare fossati, mettere distanze, alzare muri. C'era questa doppia lettura antitetica che trovo buffa", ha spiegato Zerocalcare.Un'esposizione, prima personale a lui dedicata, che ripercorre con poster, illustrazioni, copertine, magliette, la sua carriera, dalla scena underground ai suoi diari a Kobane, dalla produzione dei suoi 9 libri alle pubblicazioni con l'Espresso, Internazionale e altre riviste importanti. Tutto è iniziato con Yoda, che introduce alla prima sezione, intitolata "Pop" e dedicata alle illustrazioni del suo blog, ritratto lucido della sua generazione. L'evento che lo cambia, anche professionalmente, però è... "Il G8 di Genova; l'ho vissuto da 17enne, quindi da ragazzino, pure abbastanza ingenuo ed è la prima volta che mi sono trovato di fronte a una situazione effettivamente di pericolo di vita, in cui mi sembrava di avere di fronte un esercito di annientamento. Questa cosa mi ha colpito tantissimo, nel senso che è stato uno spartiacque della mia vita, tanto che ha cambiato per sempre il mio rapporto con lo stare al mondo, con le autorità e tante altre cose ed è stato per me anche l'inizio dei fumetti, che poi il primo fumetto che ho fatto vedere un po' fuori dalla mia ristrettissima cerchia era un po' un racconto di quella esperienza fatta anche un po' per esorcizzarla".L'allestimento della mostra si ispira all'Armadillo, personificazione della coscienza dell'autore: "Due cose a cui sono più affezionato sono sicuramente le tavole della Profezia dell'Armadillo, perché sono un po' le prime che sono arrivate in libreria, riguardano anche una persona scomparsa che volevo ricordare con quel fumetto, e poi sicuramente le tavole sul G8 di Genova, che sono un po' una specie di inizio della mia vita nell'adolescenza, che sono molto contento siano qui in mostra".