Tv, Alessandro Tiberi si fa in due nel film "Al Posto Suo"

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di Askanews

Roma, 14 feb. (askanews) - Alessandro Tiberi si fa letteralmente in due nel film "Al Posto Suo" di Riccardo Donna, in prima serata su Rai1 il 18 febbraio. Una commedia che fa parte del ciclo "Purché finisca bene", storie leggere, ironiche e romantiche per tutta la famiglia. Tiberi è Damiano, manager tutto d'un pezzo, ma è anche Chicco, il suo gemello, che dopo molti lavori fa il rider. Identici fisicamente, opposti caratterialmente e costretti a scambiarsi i ruoli."Uno lavora per l'azienda di famiglia, è un amministratore delegato pieno di responsabilità con una vita perfetta e impeccabile, l'altro ha rinunciato a tutto, ha abbandonato la famiglia, ha viaggiato, fa mille lavori, pieno di debiti...".Un'opportunità e allo stesso tempo una bella prova interpretarli entrambi:"All'inizio mi sono spaventato, ho pensato di non farcela, poi abbiamo lavorato sulle piccole differenze e sul set mi è capitato spesso di sbagliare personaggio, c'era confusione un po' per tutti... Poi c'è da dire che si lavora per due, diciamo la verità non è stato proprio facile".All'inizio del film i due sono molto diversi, fanno vite diverse poi sono costretti a diventare davvero simili. "Il padre decide di metterli uno nella vita dell'altro se vogliono l'eredità quindi i due si scambiano le vite e lì i personaggi si devono proprio sovrapporre perché gli altri personaggi non lo devono scoprire: allora diventano uguali, senza barba, stessi capelli, ecc. Quindi questo ha creato in noi che lo dovevamo fare una difficoltà in più perché non avevamo più l'aiuto dei costumi, si assomigliavano tanto ed era diventata solo una differenza caratteriale".Lui nella vita è un po' come Chicco. "Ci sono cose che mi avvicinano più a Chicco, ha fatto tanti lavori, si è allontanato dalla famiglia ma invidio l'organizzazione di Damiano, la vita perfetta, la casa meravigliosa, per esempio il caos e il disordine di Chicco nel film è un caos che anche io internamente ho di mio".Relazioni umane, imprevisti e ironia ma si parla anche dell'importanza di aprirsi al diverso, un modo per evolversi, di rider e precariato. Cosa che vale un po' anche per un attore. "Ci sono progetti a cui tengo molto ma di definitivo al momento non ne ho perché questo è il lavoro più precario di tutti".