Su ITsART "Jago. The Rock Star", l'artista si racconta

di Askanews

Roma, 24 set. (askanews) - Il 29 settembre arriva in esclusiva su ITsART "Jago. The Rock Star", il documentario diretto da Giovanni Troilo e scritto da Filippo Nicosia e Marco Pisoni sulla prima grande mostra dedicata all'artista. "Jago. The Exhibition", che è stata ospitata a Palazzo Bonaparte a Roma, ha avuto un enorme successo, con 140.000 visitatori. Il documentario "Jago. The Rock Star", co-produzione ITsART e Ballandi, ripercorre la carriera dell'artista attraverso le sue creazioni più celebri, come la scultura di Papa Benedetto XVI, "Habemus Homines", fino a quelle recenti dal significato sociale, "Figlio velato" e "Pietà", o "Apparato circolatorio".Cristina Pistis, Head of Original Content Development di ITsART spiega:"Noi siamo partiti dall'idea di raccontare l'attualità artistica, quindi quello che effettivamente sul territorio italiano. Ho pensato che un'occasione migliore non poteva capitare, quella di ritrovare in una struttura così bella la produzione artistica integrale di un giovane scultore, paragonato addirittura ad una rockstar come Jago. E quindi abbiamo messo in piedi subito la produzione, volendo però alzare l'asticella, perché quello che poi si vedrà nel documentario non è il reportage di una mostra, è un prodotto artistico a se stante, è quasi un'installazione".Nel documentario, girato di notte in bianco e nero, l'artista, con grande sincerità e spontaneità, riflette su cosa siano per lui le sue opere, la creatività e la creazione, e sul rapporto tra una scultura e chi la guarda. Jago spiega: "E' interessante perché in qualche modo il documentario è il punto di vista che gli altri hanno sul tuo lavoro: fai ore e ore di riprese poi c'è qualcuno che decide, che sceglie nel montaggio cosa vale di più e cosa vale di meno. E' un esercizio, è una bellissima scuola".Jago è molto amato dai giovani e alla domanda cosa possa rappresentare questo documentario per loro, l'artista risponde: "Penso possano fare una riflessione sulla qualità. I ragazzi, i giovani, i miei coetanei, anche generazioni più piccole, hanno veramente la possibilità di realizzare i propri sogni, e il nostro dovere, il dovere di tutti noi, è quello di aprirgli quell'orizzonte, di agevolare quell'orizzonte, di renderlo possibile".