La natura come occasione di pittura: Courbet a Ferrara

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di Askanews

Ferrara (askanews) - La natura come fonte quasi inesauribile di ispirazione, ma anche, e soprattutto, come occasione di pittura; come soggetto esterno che a sua volta diventa, più che l'argomento del dipinto, uno degli strumenti usati dall'artista per creare la realtà totalizzante della sua pittura. È questa la sensazione che, sala dopo sala, si può insinuare nella mente del visitatore della mostra "Courbet e la Natura", allestita a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e curata, per la parte italiana, da Barbara Guidi e Maria Luisa Pacelli. Un'esposizione ricca, capace di ricreare una atmosfera interessante intorno alla vita e all'opera di maestro del realismo che fu però capace, nel corso di quel secolo trionfale e drammatico per la pittura che è stato l'Ottocento, di indicare in anticipo la via verso il futuro.Un futuro che l'anti accademismo di Courbet ha contribuito ad avvicinare, spalancando la via a un nuovo sguardo sulla natura, lontano dalla maniera, ma al tempo stesso straordinariamente consapevole, tanto del mezzo pittorico quanto della storia dell'arte. È per questo che i migliori paesaggi esposti a Ferrara hanno un'evidenza che è altra rispetto a molto della pittura contemporanea a Courbet, è per questo che alcune delle sue scogliere vengono colte in una sorta di istante assoluto e inafferrabile, afferrate invece con una sola pennellata. È l'anticipazione ultima di ciò che rappresenterà Cézanne, le cui forme pre cubiste sembrano una evoluzione ulteriore dello svelamento della realtà attraverso lo sguardo del pittore portato avanti da Courbet con le sue rocce e le sue montagne, ma anche con le sue onde e i suoi paesaggi marini.Il bello nella realtà - diceva Gustave Courbet - appartiene all'arte e all'artista in grado di vederlo. Nel caso della mostra viene più spontaneo dire che appartiene alla pittura in sé, un medium che l'artista francese ha utilizzato con straordinaria pertinenza e consapevolezza.