La lezione di Giancarlo Giannini: per recitare bisogna divertirsi

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di Askanews

Cannes, 22 mag. (askanews) - Sul filo dei ricordi e della fantasia, Giancarlo Giannini dà una breve lezione di cinema da Cannes, dove è andato a presentare la copia restaurata di "Pasqualino Settebellezze" di Lina Wertmuller. Recitare, spiega, significa coltivare la gioia di vivere, divertirsi e comunicare."Non credo che esista una nuova Lina Wertmuller come non esiste un nuovo Giannini, ne esistono altri. Io insegno al Centro sperimentale l'esperienza che ho avuto io, ma non a dire la battuta; non si può diventare Marlon Brando. Insegno la gioia di vivere, il divertimento. 'Play, jouer': si gioca. L'attore deve mantenere il famoso fanciullino del poeta e deve giocare" spiega Giannini. "Io ai miei allievi dico 'guardate che non siete voi a recitare, è il pubblico che recita per voi; meno fai, più fai'. D'altronde me lo disse Marlon Brando quando gli chiesi 'qual è il tuo segreto?" Mi disse "non leggere il copione'. Aveva ragione. E anche Marcello Mastroianni diceva, "io i copioni li leggo, sì, tre pagine prima di andare a letto, sono un ottimo sonnifero. Tanto poi fa tutto il regista'. E in un certo senso è anche vero"."E poi i bravi registi sono quelli che non ti chiedono nulla, se ti hanno scelto è perché sanno quello che dai con la tua fantasia e la tua voglia di comunicare, perché recitare è una forma di comunicazione" conclude Giannini. "Si risale addirittura a Platone e Aristotele: si trovavano nelle saune, si guardavano, e al terzo giorno si son detti 'scusa me perché non parliamo un po'?' E da lì nasce tutto, la dialettica, la retorica. E così è il cinema: comunicare".