"Disco Ruin", un viaggio visionario in 40 anni di club culture

di Askanews

Roma, 13 ott. (askanews) - Sarà presentato in Pre-apertura il 14 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, "Disco Ruin", documentario di Lisa Bosi e Francesca Zerbetto. Un viaggio visionario, l'ascesa e il declino dell'Italia del clubbing, raccontati dai protagonisti di questa storia, tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno. Quattro generazioni che vogliono essere "messe in lista" per entrare in questi luoghi di aggregazione e perdizione, dove non conta che cosa fai di giorno, ma solo chi interpreti durante la notte. Quarant'anni in cui la discoteca ha prodotto cultura, arte, musica e moda.Il documentario è la storia del Piper, del Bang Bang, dello Space Electronic, dell Altromondo, della Baia degli Angeli, del Cosmic, dell'Easy Going, dell Histeria, del Plastic, del Kinki, dell Ethos, del Macrillo, del Movida, del Diabolik a, del Vae Victis, dell Exogroove, del Big, dello Studiodue, di Le Cinemà, del Cocoricò, dell Imperiale, dell Insomnia, del Kama Kama, degli Angels of Love, dell'Echoes, dell Alterego, del Tenax e tanti altri."Disco Ruin nasce dalla fascinazione evocata dalle rovine di centinaia di discoteche abbandonate in tutta Italia - hanno spiegato le registe - le 'cattedrali del divertimento' sono state i più potenti luoghi di aggregazione per diverse generazioni. Hanno spostato migliaia di persone di tutte le classi sociali su e giù per l'Italia. Da qui l'esigenza di narrare questo spaccato di società italiana. Questa storia parte dagli albori, dalle balere, dai night degli anni '60, dalle prime discoteche degli anni '70, per poi focalizzarsi sugli anni '80 e i '90. Nessun altro luogo riesce meglio a concentrare più arti insieme: le discoteche calamitavano e lanciavano tutte le nuove tendenze. Tra le mura di ogni discoteca storica c'è un mondo da raccontare. Una parabola che attraversa il costume e la vita delle generazioni che si sono succedute sulle piste.Le testimonianze di chi l'ha vissuta, di chi ci ha suonato, di chi ne è stato il protagonista. Storie che raccontano le trasformazioni della nostra società nelle sue ore di svago ed eccessi, in ambienti in cui le classi sociali si mescolano. Momenti in cui la libertà di esprimere il corpo, la sessualità, l'individualità e la creatività sono leciti, quasi necessari, vagheggiando ognuno 'quindici minuti di celebrità' per provare a essere 're per una notte'... Il film racconta un'Italia che non esiste più e che in molti non si sono accorti che sia mai esistita. Lo fa da un punto di vista inedito, intimo e privilegiato, all'interno di uno dei movimenti dance più riconosciuti al mondo".