Dante sfida il Covid, da aprile maximostra per il settecentenario

di Askanews

Forlì, 17 feb. (askanews) - La sfida è grande ed è meglio affrontarla in due. Nel settimo centenario della morte di Dante Alighieri il Museo San Domenico e gli Uffizi uniscono le forze per mettere in campo la mostra di riferimento nell'anno dantesco."Dante. La visione dell'arte" è il titolo della grande manifestazione che si terrà dal 1° aprile all'11 luglio e che concentrerà negli spazi monumentali del complesso forlivese di San Domenico, 500 opere che coprono un percorso artistico di secoli, dal 200 alla contemporaneità. Una serie di capolavori che danno il ritmo, in una rilettura completa del Sommo Poeta, non solo quello della Commedia. Come spiega il direttore grandi mostre Fondazione cassa dei risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli."E' un itinerario che va dal 200 al 900 e che attraversa l'intera produzione artistica, perché a Dante, alla Commedia e non solo tutti gli artisti in ogni tempo sono andati: da Cimabue a Giotto, che rappresentano la contestualità e la contemporaneità di Dante a cui Dante ha guardato e a cui si è ispirato, sino agli artisti che si sono ispirati a Dante, dai Giudizi universali del 400 e del 500 sino ad arrivare a una interpretazione Ottocentesca che ha guardato soprattutto ad alcuni aspetti della Commedia".Per l'occasione arriveranno opere da Liverpool, Dresda, Toledo, San Pietroburgo, Sofia, dalla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma ai Musei Vaticani. Ma i prestiti più importanti sono quelli messi a disposizione dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Il direttore Eike Schmidt."Il nostro contributo è sia intellettuale che materiale. Dal punto di vista materiale noi prestiamo una cinquantina di opere, tra cui alcuni capolavori assoluti, da Andrea del Castagno a Michelangelo, da Federico Zuccari a von Volgestein, da Monti a Pio Fedi".La mostra - che è curata da Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca - è una sfida artistica ma è anche una sfida contro la pandemia. Esattamente come lo è stata quella su Ulisse nel 2020. Un evento possibile grazie allo studio realizzato da Brunelli assieme all'assessore alla Cultura Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori,"Garantire questa sicurezza è possibile, non è neanche così difficile. Bisogna che i vari Dpcm non ci vietino di tenere aperte le mostre in modo responsabile, dando la priorità alla salute e alla sicurezza. La salute non vieta di fruire della cultura se c'è responsabilità e noi l'abbiamo".