"Bar Giuseppe", Marescotti vedovo sposa una profuga africana

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di Askanews

Roma, 18 ott. (askanews) - "Bar Giuseppe" ci porta in un paesino della Puglia, dove si incrociano i destini di Giuseppe - rimasto vedovo con un bar e una stazione di servizio da gestire - e la dolcissima Bikira, profuga sbarcata da poco dall'Africa. Il protagonista è un personaggio fatto di silenzi, che ha il volto di Ivano Marescotti: "Parla così poco, il linguaggio è cinematografico, è il protagonista assoluto del film, ma dirà sì e no 50 parole in tutto il film. Non perché sia un orso introverso, ma perché è semplice, schietto, non aggiunge parole più del necessario".Giuseppe, eterno padre, nome di biblica memoria, assumerà la giovane nel suo bar come cameriera e tra i due, inaspettatamente, nascerà un amore che darà scandalo: "Lui si chiama Giuseppe e lei si chiama un nome particolare africano, che tradotto significa 'Vergine', quindi Giuseppe si sposa con la Vergine Maria praticamente, la quale rimane incinta e lui non l'ha toccata. E' apprezzabile il film anche a prescindere dall'aspetto religioso, io sono ateo, non solo non mi ha dato fastidio, ma vedo che l'anima profonda di questo film è di tipo laico e affronta i temi specifici dell'oggi, con gli extracomunitari, il rapporto tra le persone, la verità intima delle cose" spiega il regista.Presentato nella sezione Riflessi della 14esima festa del cinema di Roma il film è diretto da Giulio Base: "É una metafora evangelica, perché Bar Giuseppe dall'aramaico, è la traduzione di figlio di Giuseppe. Quella famiglia di 2000 anni fa, cosa può dire alla nostra attuale famiglia umana. Io ho provato a dire la mia, non in maniera manichea, i buoni siamo noi, i cattivi sono altri. Nessuna storia vera, anche se poi di solito quando c'è il matrimonio, oppure il legame tra un uomo anziano e una donna giovane questo suscita sempre ilarità, pensiero, scandalo. Qui in maniera anche evangelica non c'è sesso, non c'è sessualità, è un altro dei temi del film".Bikira è interpretata da Virginia Diop, al suo primo ruolo, nata a Roma da madre italiana e padre senegalese: "In un paese piccolo come nella storia del film sicuramente il giudizio non manca, sappiamo che in tutti i paesini piccoli appena succede qualcosa lo vengono a sapere tutti 12 però per quanto riguarda la tematica dell'immigrazione penso che una persona migri per necessità, come anche Bikira e i suoi genitori e quindi penso che sia importante prima di tutto essere umani che italiani, francesi, tedeschi" dice..