"Bangla", Ecce bombo dei nuovi italiani: autoritratto con ironia

dida:
Codice da incorporare:
di Askanews

Roma (askanews) - Qualcuno lo ha già soprannominato "Ecce Bangla". In realtà "Bangla", nei cinema dal 16 maggio, è l'opera prima di Phaim Bhuiyan, ventiquattrenne italiano di origini bengalesi: con il film di Moretti ha in comune l'ironia e lo sguardo stralunato del protagonista, ma racconta molto di oggi e della nuova società multiculturale, con leggerezza, sovvertendo diversi luoghi comuni. Il protagonista, Phaim, è un giovane musulmano che abita a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, che si innamora di una ragazza italiana interpretata da Carlotta Antonelli: i precetti religiosi e i preconcetti renderanno questa storia piuttosto complicata ma molto divertente. "Comunque quando tratti tematiche del genere rischi sempre di essere o banale o cupo. Abbiamo cercato una chiave di lettura più divertente in modo tale che potessimo trattare argomenti anche importanti in maniera molto leggera".La famiglia del protagonista è attaccatissima alla propria cultura di origine e sogna di trasferirsi presto in Inghilterra, lui è nato qui, parla con accento romano, suona in una band con gli amici bengalesi ma il suo mentore è un piccolo delinquente locale, chiede consigli all'imam ma è spinto a disobbedire alle regole dell'islam. La sua identità è complessa e sfaccettata come quella di molti ragazzi italiani di seconda generazione. "E' proprio un 50 e 50, tutte le seconde generazioni devono essere più un ponte tra due culture, i nostri figli saranno più integrati però noi viviamo effettivamente tra due culture. E secondo me più che uno svantaggio mi piace pensare che è proprio un valore aggiunto, basta pensare che sai una lingua in più. Bisogna valorizzare il fatto che hai il tuo Paese che è l'Italia però la tua terra che è quella di origine dei suoi genitori".Pietro Sermonti, che nel film interpreta il padre della fidanzatina di Phaim, dice: "Lui racconta la sua storia con degli strumenti, anche linguistici, proprio di un romano, e questa per me è una cosa straordinaria. Cioè, che cosa mi interessa d'altro? Se non vederne altri 500 di questi film e un'altra ventina di Phaim".