Attila entusiasma i giovani: un successo la "Primina" alla Scala

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di Askanews

Milano (askanews) - Ha fatto registrare il consueto tutto esaurito, la Prima del Teatro alla Scala riservata agli under 30, con circa duemila ragazzi e ragazze dai 6 ai 30 anni entusiasti per l'"Attila" di Giuseppe Verdi diretto da Riccardo Chailly e con la regia di Davide Livermore. Una folla di giovani elegantissimi, compiti ed entusiasti provenienti da ogni parte d'Italia e del globo, accomunati dall'emozione di assistere ad uno spettacolo straordinario in un teatro unico al mondo grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo che punta alla diffusione della cultura musicale tra le nuove generazioni."E' la prima volta che vengo, quindi sono molto emozionata, sono sicura che sia un'opera stupenda, so che è molto famosa e che Milano è molto legata a Verdi: è una bella occasione" spiega una 29enne catanese che vive a Roma, venuta apposta alla "Primina", mentre un 22enne di Pordenone che studia al Politecnico di Milano sottolinea come "secondo me è molto importante permettere ai giovani di avere questo tipo di esperienza accessibile a tutti, a giovani come noi che non hanno la possibilità di partecipare ad una Prima". "E' un'opportunità fantastica, io abito vicino a New York e al Metropolitan non esiste una cosa simile" rivela una 20enne statunitense, evidenziando che "questo tipo di entusiasmo dei giovani è una cosa fantastica". "E' una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita anche se magari uno non è particolarmente interessato" spiega una entuasiasta 26enne varesina alla sua quarta opera alla Scala, cogliendo in pieno uno degli obiettivi delle anteprime riservate agli "under 30": "potrebbe essere un modo di avvicinarsi all'opera".Per alcuni di questi giovani la cosidetta "Primina" rappresenta il primo incontro con il melodramma, per altri il primo accesso al Piermarini, per altri ancora la prima Prima, ma anche per i melomani già consumati, ci sono anche loro, l'anteprima è vissuta con un misto di eccitazione e trepidazione, emozioni che esplodono all'apertura del sipario che scopre sul palco il re unno a cavallo sullo sfondo di un Novecento distopico e sospeso dove si dispiega il cupo e struggente dramma verdiano.