Andreozzi-Reggiani, donne in balera ne La notte è piccola per noi

dida:
Codice da incorporare:
di Askanews

Roma (askanews) - E' un luogo dove si incontrano persone di ogni età, tipologia, ambiente sociale, la balera in cui il regista Gianfrancesco Lazotti ha ambientato il film "La notte è piccola per noi", nei cinema dal 14 marzo. Nella stessa serata si incrociano le vite di una donna che aspetta il suo uomo sparito anni prima, un ragazzo che attraverso una chat si è dato apppuntamento con una sconosciuta, un timido carabieniere, una coppia di eleganti anziani molto gelosi, un gruppo di colleghe, un pugile che vuole riconquistare la sua ex. Mentre sul palco la band suona emergono le loro vite, le loro malinconie, le loro solitudini. Quel luogo diventa lo scenario di un universo, soprattutto femminile, realistico e attuale. Michela Andreozzi e Francesca Reggiani sono due delle interpreti del film, in cui figurano tra gli altri anche Cristiana Capotondi, Teresa Mannino, Thony, Riccardo De Filippi.Adreozzi definisce così il suo personaggio, una donna che cerca attraverso i social amanti occasionali:"Per me Ghega è patetica, è una donna che ha paura di essere quello che è, ha paura del tempo che passa, ha paura di non essere amata, ha paura della solitudine, pertanto diventa una bugiarda patologica, mente su tutto, e questa menzogna la rende molto finta, ma molto vera, anche, come personaggio, perché ce ne sono veramente tante così.Francesca Reggiani è una preside rigida e diffidente che va in balera con le amiche. Per l'attrice il ritratto collettivo di queste donne un po' invisibili è molto realistico. "Qui ci sono parecchi spaccati di donne, chi cerca qualcosa, chi vuol fare i conti, ognuna si porta dietro una sua solitudine. Quindi sai, son tutti problemi delle donne, poiché questa è una società per i giovani, quindi il problema di invecchiare, tra virgolette, è molto più evidente per una donna per tutto quel che sappiamo".Per Andreozzi, però, oggi le donne hanno anche una grande forza e una grande indipendenza. "Le vedo agguerrite, le vedo irriducibili, che è una cosa che mi piace anche. Mi piace l'idea che le donne, ognuna a modo suo, reagisca, cosa che le nostre nonne non facevano".