La sfida di Mollica: "Sono quasi cieco e ho il parkinson e il diabete, ma ignoro cosa sia la tristezza"

Lo storico giornalista e inviato Rai specializzato in temi di cultura e spettacolo da tempo vede la salute in peggioramento costante. La sua "cura", e i suoi maestri

Mollica a Sanremo con Claudio Baglioni
Mollica a Sanremo con Claudio Baglioni
TiscaliNews

Che non stesse bene era già evidente da tempo. Quel microfono retto durante le interviste da una mano sempre più tremolante, che entrava nelle inquadrature tv, era la spia di una condizione fisica che si aggravava. Ora è lo stesso Vincenzo Mollica, storico giornalista Rai di temi culturali e di spettacolo, a parlare della sua salute. In una intervista al Corriere della Sera, Mollica ha confermato non solo il morbo di Parkinson che lo affligge, ma i problemi di vista che ha dall'età di sette anni.

"Ma non mi deprimo"

L'uomo della rubrica Do Re Ciak Gulp e di moltissime interviste e strisce di approfondimento mandate in onda soprattutto in onda al principale tg nazionale, quello di Rai Uno, lo storico inviato a Sanremo, ha problemi gravi alla vista fin da bambino. Un glaucoma ha colpito un occhio quando era ancora un bambino, ora sta perdendo la vista anche dell'altro. Ha anche una grave forma di diabete. "Sono in abile orchestratore di farmaci" ha detto scherzosamente nell'intervista, aggiungendo "ignoro che cosa sia la depressione. Mi sostengono due pilastri: famiglia e lavoro. Nella vita non ho altro".

Camilleri e Biagi, grandi maestri

Nonostante i gravi problemi di salute, Vincenzo Mollica non intende mollare: "La Rai mi ha comunicato che resterò fino al 27 gennaio 2020". E ricorda o suoi maestri, Enzo Biagi: "Quello che so, lo devo a lui. Era uno specialista nell’insegnarti senza insegnare". E Andrea Camilleri, grande autore tv e di teatro e papà del Commissario Montalbano, oggi anche lui non vedente: "Mi ha spronato a non abbattermi, a sviluppare gli altri sensi". In Rai dal 1980, le interviste non le prepara: "Devo solo sapere tutto su chi ho davanti". Di rammarico professionale ne ha solo per i due big che non è mai riuscito a intervistare: "Bob Dylan e Mina". Spesso accusato di buonismo e di dire che tutto è bellissimo, grandissimo e meraviglioso, Mollica si difende spiegando qual è il suo approccio professionale: "Evito di avvicinare chi non mi piace".