"Chi ha donato il cuore che mi permette di vivere": Uma Thurman e un mistero sconvolgente

Un grave infarto, i momenti passati tra la vita e la morte, poi il trapianto. Tutto cambia. Anche troppo. E diventa una storia in dieci puntate

'Chi ha donato il cuore che mi permette di vivere': Uma Thurman e un mistero sconvolgente
TiscaliNews

Lo consideriamo normale, bello, utile. Donare una parte di noi stessi a chi da quella parte dipende. Senza non potrebbe sopravvivere. E così accogliamo un "pezzo" di un'altra persona (rene, occhi, fegato) che continua a vivere dentro di noi. A permetterci di vivere. Ma davvero il vissuto, la personalità di chi aveva quella parte del corpo e ha deciso di donarla non si portano appresso una storia che influisce su di noi? Su questo interrogativo inquietante, e affascinante, è stata costruita Chambers. Serie tv horror di Netflix che vede protagonisti Uma Thurman, Tony Goldwin e l'esordiente Sivan Alya Rose. La vedremo in Italia dal 26 aprile.

Il cuore che batte, il corpo e la mente che cambiano

Chambers è la storia di una giovane donna, Sasha Yazzie (interpretata dalla Rose) vittima di un grave infarto. Sospesa fra la vita e la morte, riceve il cuore di una donatrice e riprende la sua vita. Ma questo è il punto: dopo il trapianto la sua vita cambia, il suo corpo e le sue emozioni si modificano, comincia ad avere immagini e ricordi non suoi e si chiede se sia suggestione o se ci sia qualcosa di più da scoprire. Chambers è la storia di un mistero e di come questo mistero colleghi la vita della morta a quella della sopravvissuta. E soprattutto ai suoi genitori, una coppia molto particolare. E spaventosa, i Lefevre, interpretati da Thurman e Goldwin. Leah Rachel, creatrice della serie in dieci puntate, dice di aver pensato a Chambers per esplorare l'elaborazione del trauma emotivo dopo un'esperienza fra la vita e la morte.