L'esilio di Semprini da "Politics" alle news a notte fonda: "Ho fatto un patto con me stesso"

L'ex giornalista Sky assunto nella Rai di Renzi per direttissima paga la chiamata diretta, il fallimento ed essere stato scaricato dalla Bignardi

Gianluca Semprini
Gianluca Semprini
TiscaliNews

"No guarda, ho fatto un patto con me stesso da quel giorno. Non ne parlerò più di questa questione, non ne voglio parlare". Raggiunto da Tiscali al telefono, Gianluca Semprini con educazione tronca la comunicazione. La ferita di Politics brucia ancora. Doveva essere uno dei format della nuova Rai moderna, smart, webby, rottamatrice di vecchi format voluta da Renzi e affidata ad Antonio Campo dall'Orto. E attraverso lui, alla neo direttrice di Rai Tre Daria Bignardi. Invece il talk show interattivo e rapido (solo 9 minuti, niente rispetto ai torrenziali predecessori) ha perduto in fretta la guerra degli ascolti. Mentre attorno all'assunzione a chiamata diretta di Semprini, che ha lasciato Sky per approdare in Rai, si sono scatenate le proteste del sindacato Usigrai. Che non molla la presa neanche dopo l'ennesimo passaggio a cui si deve sottoporre Semprini.

A dire le news, a notte fonda

Chiuso dopo qualche puntata Politics, affidato (per usare un eufemismo) il conduttore dalla Bignardi ad Antonio Di Bella, direttore di RaiNews24 che non lo aveva previsto in organico, Semprini ora legge le news su quel canale in orari notturni. Dopo la mezzanotte, e fino all'alba. Un turno certo non ambito e considerato punitivo. Durante l'ultima puntata di Politics, l'ex di SkyTg si era lamentato con la direzione della Bignardi che aveva predicato rivoluzione nei format del servizio pubblico, ma "per la rivoluzione ci vuole tempo e coraggio, ora riparto dall'ultimo gradino". Un gradino con ruolo di caporedattore, pagato 150 mila euro l'anno, sottolinea impietosa l'Usigrai. C'è un risentimento evidente, attorno a Semprini, assunto per direttissima con ricco stipendio, senza tener conto degli interni e senza informarne il sindacato. Il resto è un amaro "no comment" del diretto interessato.