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Roberto Saviano torna in Rai: "Solo grazie alla pressione dei familiari delle vittime di mafia"

L'annuncio dal salone del libro dove lo scrittore dà voce al suo romanzo d'esordio, Gomorra, in esclusiva su Audible dal 5 maggio

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Nello stesso momento in cui la Rai perde i suoi gioielli più rari, a Viale Mazzini "torna" Roberto Saviano. Che però - quasi a volersi giustificare - tiene a sottolineare: "Tutto merito dell'Associazione Familiari delle Vittime di Mafia, di Articolo 21 e di WikiMafia perché dal primo minuto non hanno mai smesso di martellare per ottenere una risposta: perché avete bloccato Insider?". Per lo scrittore dunque non si tratta di un vero e proprio ritorno ma della messa in onda del suo programma, bloccato da un anno. Ed ecco che cosa dice al riguardo, mentre si trova al Salone del libro per "dare voce" al suo romanzo d'esordio, Gomorra, in esclusiva su Audible dal 5 maggio.

Insider torna dunque a settembre

"La Rai per un anno non dava risposte perché la violazione del codice etico non c'è stata. Vincenzo Agostino - che ha avuto suo figlio Nino ammazzato da Cosa nostra insieme alla moglie che aspettava un bambino e ha sempre chiesto giustizia senza mai ottenerla - una settimana fa, poco prima di morire, ha fatto una lettera con l'Associazione in cui chiedeva di Insider" racconta Saviano. Quando torna? "Torna a settembre. È una vittoria. La Rai non l'avrebbe mai concesso, ma l'abbiamo costretta con questa pressione costante e ciò dimostra che da soli non si va da nessuna parte. I progetti devono essere difesi da una comunità, protetti". "La libertà di espressione non è garantita, è conquistata. Hanno fermato Insider un anno senza motivo. Era montato, registrato e già presentato a luglio scorso ai palinsesti". 

"La censura? E' tutta una questione economica"

Saviano dà una lettura sua personale di quanto sta accadendo in generale al mondo dell'informazione. "Stiamo vivendo un momento di censura sempre più stretta? "È drammatico, ma è dovuto alla questione economica. Mancando i soldi per l'editoria, i giornali non vendono più, i siti non fatturano, l'informazione è in mano ai social, a influencer, divulgatori. Mancando il danaro, i fondi veri per fare informazione, editoria li ha lo Stato e quindi sei naturalmente prono. Se lo Stato è populista chiederà un maggior allineamento. Ma questo è il vero problema, la crisi. Quando andavo su Rai3 e facevo share altissimi era difficilissimo censurare. Ora tutti hanno bisogno dei finanziamenti dello Stato e quindi accarezzano chiunque sia allo Stato. Farebbero lo stesso anche con un altro governo, ma questo esecutivo pretende fedeltà cieca, totale. Questa è la grande differenza", conclude lo scrittore.

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