Elena Santarelli: "Ora corre e ride, ma che doloroso raccogliere i suoi capelli"

La showgirl affida per la prima volta ad un giornale il racconto della battaglia che sta combattendo accanto a suo figlio Giacomo, 9 anni, a cui a novembre scorso è stato diagnosticato un tumore

di M.E.P.

Ci sono dei momenti della vita che ti segnano profondamente e anche e solo raccontarli, pur dopo averli metabolizzati, può essere devastante. Così è stato per Elena Santarelli quando, ripercorrendo per la prima volta in una intervista al Corriere della Sera, il doloroso percorso iniziato con una diagnosi che nessuna mamma vorrebbe mai sentire, ha raccontato di quelle notti, le più brutte, in cui con una torcia raccoglieva i capelli di suo figlio Giacomo, 9 anni appena e in cura per un tumore al cervello. Attimi, appunto, devastanti, che per amore di suo figlio, la showgirl cerca di affrontare con  il sorriso e talvolta anche con il rossetto sulle labbra. A voler significare che la vita va avanti, nonostante tutto, e che un figlio malato merita di essere trattato come una persona normale. "Ogni caso è diverso, ma mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. Vorrei che le mamme avessero speranza". Normalità, dunque. A dispetto delle critiche, tante, di chi forse una tale dramma non l'ha mai vissuta sulla propria pelle. 

Quel maledetto 30 novembre 

Un dramma che per per Elena Santarelli e suo marito Bernardo Corradi, è cominciato quel maledetto 30 novembre del 2017 quando a seguito di una "risonanza eseguita a solo scopo precauzionale" per dare una risposta a quel sesto senso di mamma che intuiva che "qualcosa non andava", dovette fare i conti con quell'infausta sentenza. "La cosa peggiore - ha raccontato al Corriere - è che non ero presente alla risonanza. Ero stata operata all’anca e avevo stampelle e dolori. Quando mio marito è tornato a casa, gliel’ho letto in faccia. Sono andata in bagno e ho vomitato". Da quel momento nella sua testa il pensiero della morte era diventato un'ossessione. Poi, come spesso accade, dopo aver toccato il fondo si riprende a respirare, ma soprattuto a sperare. "Di essere in quell' 80% di casi che ce la fanno".

Poi la reazione: "Ho capito che dovevo farmi la piega"

Ed Elena Santarelli è davvero convinta di poter vincere la sua battaglia. Contro la malattia, ma anche contro la paura di non riuscire più a condurre un'esistenza normale. La prima è ancora in corso, la seconda nel frattempo l'ha già vinta. "Ho imparato a comportarmi come se niente fosse, rivela. I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me. I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene". Le critiche, appunto. Tante, assurde. Qualcuno è arrivato persino ad augurarle lo stesso male di suo figlio. Altri hanno contestato la sua decisione di parlare del suo dramma sui social. "L'ho fatto per ringraziare i medici e aiutare le associazioni. Era Pasqua e Heal ha venduto per beneficenza uova come mai".

"Gli eroi sono quelli che dormono in auto"

In mezzo a tante critiche e cattiveria - è il rovescio della medaglia - qualcuno parla di lei come un'eroina, proprio per quel sorriso capace di mascherare il dolore. "E mi trovo a dare coraggio agli altri, ma per quanto sia forte e veda anche gli aspetti positivi, sono ancora nel mezzo". Tante mamme le chiedono un consiglio, quasi che il suo fosse un esempio da seguire. Ma per Elena Santarelli "c'è un esercito di mamme" di pari forza, ci sono papà lontani dai loro bimbi o che per star loro vicino sono costretti a dormire in macchina. Ed è pensando a loro che si concede qualche lacrima. Davanti a suo figlio, mai. L'imperativo è sorridere, anche mostrando quel bel rossetto rosso che a qualcuno fa storcere il naso.