Sanremo: Folcast, la scuola romana nel mio dna

Sanremo: Folcast, la scuola romana nel mio dna
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "La musica va avanti. E' questo il segnale che dovrà dare il festival di Sanremo. Con o senza pubblico in sala, anche se le poltrone non ti danno lo stesso ritorno emotivo". Nei giorni in cui si discute di protocolli e modalità organizzative, c'è chi si concentra sulla preparazione della gara "perché l'occasione è importante e non va sprecata", come Folcast (Daniele Folcarelli all'anagrafe, classe '92), cantautore romano in gara tra gli otto giovani delle Nuove Proposte. Il brano che lo ha portato all'Ariston è "Scopriti", con un produttore d'eccezione come Tommaso Colliva e un arrangiamento degli archi a cura di Rodrigo D'Erasmo. "Scopriti è il racconto di una condizione comune e a volte disarmante - racconta Folcast -. Il disagio di chi si è perso nell'immobilità delle stanze vuote interiori e si trova a fare i conti con una solitudine imposta e in parte voluta. Nonostante questo, la volontà è quella di rialzarsi e trovare dentro se stessi la motivazione". La stessa messa nella musica, nella voglia di non arrendersi. Anche dopo due no ai provini di X Factor, "ma senza mai andare oltre il primo giorno", scherza Daniele che, nell'attesa di sfondare, fa l'impiegato in una società antifrode. Nato e cresciuto a Roma, si porta dentro il mondo della scuola romana. "Daniele Silvestri su tutti, e poi Max Gazzè, Francesco De Gregori, Califano, Tosca, ma anche gli stornelli romani che canta mia madre. A Roma c'è tanto fermento e questo ha influito sul mio modo di concepire la musica, che io cerco di far convivere con soul, funk e black". (ANSA).