Lei diva desiderata, lui esploratore da record: l'amore estremo e romantico di Walter e Rossana

Quarant'anni fa cominciava una storia d'amore unica fra due anime tormentate e all'apice della popolarità. Ora la loro vicenda rivive in tv

Rossana Podestà e Walter Bonatti: a destra, negli ultimi anni della loro unione
Rossana Podestà e Walter Bonatti: a destra, negli ultimi anni della loro unione

L'episodio è stato pluricitato e tornerà anche nella docufiction Sul tetto del mondo che andrà in onda sulla Rai il 13 settembre. Riguarda la frase lapidaria che Rossana Podestà, splendida diva del cinema, rivolse all'uomo degli estremi e dei record, Walter Bonatti, il giorno del loro primo incontro: "Ma che razza di esploratore sei, se non riesci a trovare neppure l'Ara Coeli a Roma?". Schietti, diretti, per niente intenzionati a vivere una vita fatta di quella banalità che alla fine, come recita una canzone, è una forma di immoralità. Il re delle scalate alpinistiche che mise piede sulla vetta del K2 e dovette combattere una vita per vedere riconosciuta la sua impresa fra polemiche e mille veleni, si lasciava ammaliare dalla bellezza scultorea e inconsueta dell'attrice nata a Tripoli e passata da Cinecittà a Hollywood. Lei aveva detto, fresca di divorzio, che sarebbe scappata via solo con Bonatti, l'uomo delle imprese estreme. Lui si fece vivo per il primo incontro, era il 2 giugno 1981.

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Il fuoco di una bellezza apparentemente altera

Da ragazza copertina con un fisico mozzafiato e un viso ombroso e affascinante ad attrice, per Rossana Podestà il passo fu brevissimo. I lineamenti insoliti la rendevano perfetta per film di argomento mitologico, girati fra Roma e gli Stati Uniti, e allora via ai peplum come Ulisse, Sodoma e Gomorra, Elena di Troia. Poi l'amore per il regista Marco Vicario e il sodalizio dentro film più moderni e brillanti, dal grande successo di 7 uomini d'oro fino a Paolo il caldo e Homo Eroticus. Finito quel matrimonio, da cui è nato Stefano, oggi regista che dirige la docufiction sulla madre e Bonatti, interpretati da Alessio Boni e Nicole Grimaudo, ecco l'inizio di un'amore durato trent'anni. Fra un uomo ossessionato dai demoni delle proprie sfide con le montagne più alte del mondo, e una bellezza apparentemente altera che sprigionava il suo fuoco affiancandolo.

La modernità di una coppia unica

Fu Rossana Podestà a indicare a Walter Bonatti la bellezza delle piccole cose della vita, quelle fatte di amicizie, casa, amici a tavola. Fu Walter a indicare a lei quanto fosse speciale la dimensione della sfida continua alla natura e ai propri limiti, fino alla conquista del K2 avvenuta il 31 luglio 1954, con i veleni e le voci diffamatorie contro cui dovette lottare Bonatti, vedendo riconosciuta la sua impresa e buona fede solo 50 anni dopo. Fu ancora lui a coinvolgere lei, diva desideratissima, ammirata ma per niente a suo agio con i lustrini dello spettacolo, a lasciarsi trasportare verso paesaggi aspri, selvaggi, solitari e unici. Un amore a suo modo estremo, sempre romantico, con due anime decise fuse l'una nell'altra fino alla morte. Lui venne a mancare dopo una dolorosa malattia nel 2011, due anni dopo si spense la Podestà. La loro storia, tante volte celebrata per iscritto, arriva ora sul piccolo schermo.