[Il ritratto] Se l'anti Salvini che la Lega vuole fuori dalla Rai è la "moglie perfetta": Cristina Parodi alla guerra

Ma come, ora a spaventare il Carroccio e far imbestialire i sodali del vicepremier è la giornalista e conduttrice sempre descritta come corretta, impeccabile, fredda? C'è molto di più

Cristina Parodi, Matteo Salvini
Cristina Parodi, Matteo Salvini
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Aldo Grasso, uno a cui è difficile che qualsiasi cosa passi in tv vada del tutto bene, e perciò critico temutissimo, una volta la definì "la moglie perfetta, l’impeccabile, cotonata, padrona di casa (ha scritto persino libri di galateo), tutta casa e lavoro, sempre inappuntabile mentre prepara la colazione per i figli, cura i fiori nel fine settimana, ritira gli abiti in tintoria, scrive i testi del suo programma, si sottopone mite al trucco e alla sartoria". Cristina Parodi non è una da cui ti aspetti la frase sbracata da reality show, la clip video con qualche insulto in una rissa televisiva da riguardare al computer per rendere la giornata lavorativa meno noiosa. O la scapezzolata "per finta" sotto l'ombrellone, a beneficio di cronaca rosa. Mai una frase fuori posto, look inappuntabile, casual chic nella più leggera delle ipotesi. E forse è per questo che ogni estate il paparazzo di turno che le ruba il topless estivo fa il colpaccio dell'anno, tanto è difficile trovarla disposta a scoprire uno dei corpi più invidiati del piccolo schermo. Ed ecco perché sorprende che la "moglie perfetta" (ma non solo, come vedremo) sia diventata nelle ultime ore la scomunicata numero uno dalla Lega Nord. Che ora la vuole fuori dalla Rai. Peccato commesso? Aver colpito il leader in persona, Matteo Salvini.

"Diventa potente con la paura, la rabbia e l'ignoranza"

Queste le frasi incriminate, che hanno portato alla fatwa emessa dal Carroccio contro la giornalista piemontese. Pronunciate durante un'intervista concessa ai Lunatici, su Radio 2 dalla conduttrice di La prima volta, la sua nuova trasmissione domenicale di metà serata sulla Rai: "ll successo di Salvini è dovuto all’arrabbiatura della gente, alla paura e anche all’ignoranza. Mi fa paura un tipo di politica basata sulla divisione, sui muri da erigere, vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli, che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo". Ma come? La sciura Gori, moglie del sindaco di Bergamo in quota Pd, la ex reginetta (velocemente decaduta, Auditel ha deciso) della Domenica In condivisa con la sorella Benedetta e ripescata con lo show pomeridiano, si permette di abbandonare l'aplomb borghese, gli abiti da boutique chic e la pettinatura da padrona di casa ideale per estrarre lo spillone e conficcarlo contro la foto del leader massimo della politica italiana attuale? Quello che ha eclissato Berlusconi, che mette in ombra Di Maio e fa paura a Bruxelles in vista delle Europee che promettono il definitivo sfondamento dei populismi nazionalistici? Proprio lei. Perché sotto tanto ghiaccio lentigginoso, il fuoco c'è eccome. E non si è fatta attendere la contraerea dei lumbard. Al grido di "cacciatela".

Non tutti i salotti sono uguali

"Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai" è stato il grido all'unisono dei parlamentari leghisti Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco. Secondo i quali: "Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile. Ne chiederemo conto in Commissione di Vigilanza Rai con un'interrogazione". Ci risiamo? Tornano le epurazioni o le "promozioni orizzontali", cioè quelle che sono trasferimenti in apparenza pacifici, ma che servono a levarsi di torno lo scocciatore di turno? Come nel caso di Santoro ai tempi di Berlusconi? O come avvenne per Massimo Giannini con Renzi? Certo il grado di suscettibilità del governo giallo-verde nei confronti della stampa è oltre la soglia del dolore: lo conferma Di Maio, che augura l'implosione dei giornali e settimanali del gruppo Gedi (Repubblica, La Stampa, L'Espresso) rei di "impallinarmi con le fake news", come lui stesso ha detto. E lo è per i sodali di Salvini. Ma occhio alla Parodi. Aldo Grasso la definiva "la moglie perfetta" solo per paragonarla alle protagoniste di Desperate Housewives: dove Bree, la mogliettina inoffensiva, era amica di Gabrielle, quella tutto sesso, e di Lynette, la perfetta donna manager, e della dolente Susan. Multiforme, dunque. Non fosse così non sarebbe balzata da Odeon Tv a Canale 5 alla conduzione del Tg, e poi di Verissimo, e poi allontanandosi un po' dal marito perfetto, il manager tv Gori, approdando in Rai per La vita in diretta. Fece discutere il giorno che indossò un abito identico a quello di Michelle Obama per festeggiare l'elezione del marito sindaco della loro Bergamo. "Era una citazione", disse sussurrando. E Michelle, si sa, è un'altra che oltre all'aspetto impeccabile e la parola misurata al millimetro, ha un carattere grande così. Salvini e i suoi accoliti se ne facciano una ragione: Cristina esiste, e dà fastidio.