Renato Zero a Domenica In, emozioni a fior di pelle e ricordi: "Quella volta che Vasco mi chiamò"

Si è parlato della carriera artistica del cantante che ha festeggiato il 70esimo compleanno con l'uscita del primo dei tre dischi del suo album "Zerosettanta"

TiscaliNews

Ci sono sono state le risate, si è sfiorata la polemica ( tra selfie e abbracci vietati), ma a farla da padrone sono state soprattutto le emozioni. Che con Renato Zero, ospite nell’ultima puntata di Domenica In non potevano certo mancare. E sono arrivate subito, quando lui ha incontrato lo sguardo della padrona di casa. C’era la voglia di abbracciarsi, ma in tempo di Covid non si può. "Ci dobbiamo toccare, come famo? Viviamo di rendita", dice il cantante. E Mara, guardando il suo ospite in abito nero e cilindro in testa non resiste: "Sei un fico pazzesco", replica emozionata.

E a propositi di abbracci speciale, uno dei momenti più toccanti è quello in cui Zero parla di sua nonna Renata, alla qual era legatissimo, scomparsa quando lui aveva appena 16 anni.  “Sono cresciuto con una nonna, mia nonna Renata – ha detto – che mi ha fatto anche un pochino da mamma, perché mia mamma lavorava al Santo Spirito era infermiera e praticamente mio padre era poliziotto e la loro frequenza in casa non era così garantita: e allora nonna assolveva queste funzioni”. Inoltre ha raccontato: “Mi portava da tutti questi altri anziani e allora io assorbivo questa loro saggezza, questo modo meraviglioso: gli anziani cosa hanno di bello? Che non guardano mai l’orologio, perché per loro ogni giorno è l’eternità, quindi mia nonna mi rassicurava, non avevo mai paura”.

Poi l’intervista prosegue con Zero parla della sua carriera, di alcuni aneddoti, ma anche dell’uscita di "Zerosettanta - Volumeuno", l'ultimo dei tre cd di inediti pubblicati in tre mesi da Renato Zero per celebrare i suoi 70 anni. Un 'opera importante e corposissima, perché "sapevo che avrebbe dovuto sopperire anche alle distanze che questo mostro, il Covid - dice il cantautore . Una vita di successi cominciata con la gavetta, che lo ha anche visto guidare il furgone con tutta la strumentazione per i suoi concerti. O di quando, chiamato da Vasco Rossi per Radio Zocca, improvvisò un concerto "ai giardinetti" e "scoppiò tutto, l'amplificazione prese quasi fuoco". "Così mi sono messo a raccontare le barzellette. Quando andai a riscuotere il cachet da un amico di Vasco – spiega Zero – lui mi disse 'è la prima volta che pago un cantante che non canta'".  

Nelle memorie di Renato Zero c’è spazio anche per l’amico Gigi Proietti. "Sono un 'osteriolo', come lui. Andavamo in osteria in simultanea". E parla di una cosa che li ha sempre accomunati: le barzellette. "Ogni volta che arrivava mi salutava e mi diceva 'ciao Renatì, senti questa…"