Ranieri, tv, nuovo disco e intanto penso a Sanremo

Ranieri, tv, nuovo disco e intanto penso a Sanremo
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 02 DIC - Un disco di vecchi brani riportati a lucido con cinque inediti appena uscito, uno tutto nuovo già in lavorazione per il prossimo anno, un programma tv al via su Rai3 in prima serata e un pensiero alla conduzione del festival di Sanremo, in attesa nel frattempo di poter riprendere gli spettacoli teatrali. Non si può certo dire che Massimo Ranieri rifugga dagli impegni e dalla fatica, nel segno dell'hic et nunc. Il Qui e Adesso dei latini che l'attore e cantante ha scelto come titolo sia per il nuovo disco, uscito il 27 novembre, che per il nuovo show di Rai3, al via il 3 dicembre in prima serata. L'album contiene 17 brani ed è frutto della collaborazione con il cantante e compositore Gino Vannelli, che ha prodotto e curato gli arrangiamenti delle canzoni. Ranieri ha voluto recuperare dodici brani pubblicati negli anni Settanta che erano stati "abbandonati, come un padre che fa la valigia di nascosto e scappa di notte" e non avevano avuto il giusto riconoscimento, anche a causa dei suoi impegni teatrali. A queste, sono stati aggiunti cinque inediti, tra cui "Quando il sogno diventa inutile", regalato a Ranieri da Charles Aznavour pochi anni prima di morire. "E' stato il mio maestro, mi sono sempre ispirato a lui e continuo a farlo". Le canzoni del disco saranno presentate durante il nuovo show omonimo condotto da Massimo, in onda per quattro puntate. "Non volevo tornare in tv, non ora. Ma l'offerta del direttore Franco Di Mare, napoletano come me, mi ha attizzato - racconta Ranieri -. Rai3 non è una rete che fa varietà, e quindi ho pensato a una forma di spettacolo non spettacolo. Certo, ci saranno le mie canzoni, ma sarà anche un talk show, un confessorio per parlare con gli amici e raccontarsi momenti privati. Uno show intimista". La tv, indubbiamente, lo affascina. E accetterebbe senza pensarci troppo anche la conduzione del festival di Sanremo. "Per la gara sono vecchio, lascio spazio ai giovani. Ma da conduttore al 99% lo farei. Più che da direttore artistico. Troppa responsabilità: devi giudicare le canzoni e chi sono io per giudicare?". (ANSA).