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Serena Bortone "punita" per il caso Scurati, la Rai prende provvedimenti. Che succederà

Procedura disciplinare per il post della giornalista. Il Pd: è intimidatorio. L'Usigrai: "Controllo asfissiante"

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Serena Bortone 'punita' per il caso Scurati, la Rai prende provvedimenti. Che succederà
Serena Bortone (Ansa)

La giornalista Rai e conduttrice di "Che Sarà", Serena Bortone, ha pagato a caro prezzo la sua presa di posizione contro la cancellazione del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile dalla sua trasmissione. Durante l'audizione in Commissione Vigilanza Rai della Camera dei deputati, l'amministratore delegato Roberto Sergio ha infatti annunciato l'avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti.

La vicenda

L'audizione in Vigilanza Rai era inizialmente prevista per il 24 aprile, ma era stata poi rinviata. Nel frattempo, l'azienda aveva avviato un'istruttoria per verificare l'accaduto, pur negando qualsiasi tipo di censura. Solo pochi giorni fa, la Bortone aveva lamentato la mancanza di risposte da viale Mazzini, due settimane dopo l'accaduto.

Il post incriminato

Cosa aveva scritto la giornalista su Instagram? "Nella puntata di questa sera di Che Sarà era previsto un monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile. Ho appreso ieri sera, con sgomento, e per puro caso, che il contratto di Scurati era stato annullato. Non sono riuscita ad ottenere spiegazioni plausibili. Ma devo prima di tutto a Scurati, con cui ovviamente ho appena parlato al telefono, e a voi telespettatori la spiegazione del perché stasera non vedranno lo scrittore in onda sul mio programma su Raitre. Il problema è che questa spiegazione non sono riuscita a ottenerla nemmeno io", aveva scritto Bortone. Nonostante la cancellazione, la conduttrice aveva comunque deciso di leggere il monologo durante la sua trasmissione.

La replica della Rai.

L'Ad Sergio ha poi chiarito: "Non è un provvedimento disciplinare, è una contestazione e una richiesta di chiarimenti e di spiegazioni che verranno valutate e poi si potrà decidere quale tipo di azioni intraprendere, se necessario, nei confronti della signora Bortone". E ancora: "Sulla vicenda Scurati non è stata vietata né la partecipazione né la lettura del monologo: avevamo valutato di prevedere il suo intervento a titolo gratuito e non dietro compenso". L'ad ha poi attaccato: "Questa vicenda ha creato un danno reputazionale all'azienda". Sergio ha ricordato che con Fuortes la presenza dell'esecutivo appariva superiore alla media dei Governi precedenti. Infine, ha espresso solidarietà alle giornaliste attaccate via web per aver condotto i tg nel giorno di sciopero.

I parlamentari del Pd: "Atto arrogante"

Il procedimento disciplinare contro Serena Bortone - hanno attaccato i parlamentari del Pd in Vigilanza - definisce l'idea che la dirigenza dell'azienda ha del pluralismo informativo. Siamo di fronte ad un atto arrogante, minaccioso, intimidatorio."Colpirne uno per educarne cento" è il motto che anima questa maggioranza che vuole rendere l'azienda del servizio pubblico il megafono del governo'.

Polemiche anche sullo sciopero con le accuse all'azienda di boicottaggio

Ma la Rai rimanda al mittente. "Non c'è stato alcun comportamento antisindacale da parte dell'azienda nello sciopero, ma una spontanea presenza che ha consentito di mandare in onda i tg - ha detto il direttore generale Giampaolo Rossi - Una presenza legittima come stabiliscono le sentenze che equiparano la libertà di scioperare a quella di non scioperare. Lo sciopero ha riscontrato un'adesione del 56% su tutti i giornalisti e del 71% se si calcolano solo i presenti. Se l'adesione fosse stata più alta non sarebbe stato possibile mettere in onda i tg. L'affluenza non è stata tale da impedire di mandare in onda le edizioni più importanti'. 

La solidarietà dell'Fnsi, Odg, Usigrai e Giulia

Piena solidarietà e vicinanza a Serena Bortone è stata espressa da parte di Fnsi, Odg, Usigrai e Giulia con un comunicato. "Accusa ridicola, nell’era digital, - si legge - che non riesce a coprire il maldestro tentativo di voler sanzionare la conduttrice per avere squarciato il velo delle censure, così affannosamente negate quanto palesemente evidenti. A lei - prosegue il comunicato - si imputa il danno di immagine della Rai, per il caso dall’eco planetaria, arrecato invece da chi ha tentato di impedire a Scurati il suo monologo. Le commissioni pari opportunità Fnsi, Usigrai e Odg e l’Associazione Giulia Giornaliste, nel sostenere Serena Bortone e tutte le voci libere del giornalismo, esprimono forte preoccupazione per l’utilizzo di strumenti disciplinari dal sapore vetero intimidatorio con l’intento di ridurre al silenzio le voci critiche, dimenticando che la critica è la base della democrazia. Per questo - conclude - continueremo a vigilare". 

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