Primo film sul coronavirus, ambientato in ascensore

Primo film sul coronavirus, ambientato in ascensore
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 02 APR - Cosa succede in un ascensore rimasto fermo, quando nasce il sospetto che una delle sette persone intrappolate, una ragazza cinese (Traei Tsai), potrebbe avere il coronavirus. E' la base della trama di 'Corona', primo film, già pronto, che ha inserito nella trama il Covid-19. A girare quest'instant thriller psicologico da 63 minuti, ambientato nella fase iniziale dell'epidemia, è stato Mostafa Keshvari, regista iraniano che ha studiato cinema e lavora in Canada, a Vancouver. Autore di vari corti, ha firmato il suo primo lungometraggio nel 2018, il pluripremiato Unmasked, su un'immigrata musulmana che si iscriveva di nascosto a una scuola di recitazione aprendosi a una diversa prospettiva. Anche 'Corona' affronta, per l'autore, il tema del pregiudizio: "Parla di paura, è uno studio sulla società, le persone e le scelte morali" dice al New York Times. L'idea è venuta al regista "proprio su un ascensore, oltre due mesi fa, leggendo la notizia degli attacchi che stavano subendo, per la paranoia legata al virus, i turisti cinesi. Il Covid-19 "è stato denominato all'inizio "virus cinese - ricorda Keshvari, parlando del film con Hollywood Reporter -. Ma ora colpisce tutti, non esiste un problema razziale. Ora la razza umana deve unirsi per sconfiggerlo. Il virus non discrimina, perché dovremmo farlo noi?". Oltre alla ragazza cinese, gli altri personaggi chiusi nell'ascensore sono un addetto alle riparazioni (Emy Aneke); una millennial (Zarina Sterling); un suprematista bianco in sedia a rotelle (Richard Lett) ; il proprietario del palazzo (Josh Blacker); una donna in attesa di un bambino (Andrea Stefancikova) e un inquilino indebitato (Andy Canete). Nell'interagire dei protagonisti "vedi le loro reazioni istintive. Parlano l'uno sull'altro e la loro paura diventa reale". (ANSA).