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[Il ritratto] Platinette: "Lascio la tv, sono malato". Dall'utero in affitto alla stepchild adoption, tutti i suoi "no"

Drag queen, poi presentatore televisivo, opinionista radiofonico, lingua tagliente perfino verso la comunità gay. Coruzzi va alla sua battaglia più importante

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna   
Mauro 'Platinette' Coruzzi
Mauro "Platinette" Coruzzi

Non è finita finché non è finita. Il detto in lingua inglese recita così, e per Mauro Coruzzi in arte Platinette non è mai finita. Anche ora che, fama e soldi grazie a tv e radio, a 63 anni è costretto a lasciare. "Devo combattere il male che ho, una malattia vera" ha detto, lasciando Italia Sì, il format televisivo che lo vede impegnato da tempo. E la malattia di Coruzzi-Platinette si chiama mangiare compulsivo, "una patologia vera" come lui stesso l'ha definita, "un rumore sordo, un male difficile da combattere". Come un magma, scisso e poi riassunto nella sua doppia identità pronta nuovamente a scindersi, il travestito scoperto da Maurizio Costanzo e lanciato sul piccolo schermo, poi in radio, è la somma irrisolta di due personaggi. In una intervista su La Verità, le definiva così: "Platinette è un riciclaggio di me stesso e di modelli altrui, da Mae West a Mina, splendida ragazza madre nell' Italia dei Sessanta. Mauro è un ragazzo obeso con una testa che lavora più del corpo". 

I gay arruolati in massa dai media che non sopporta

In guerra con se stesso/a Platinette lo è da sempre. Insegue la sua singolarità e detesta, esplicitamente, quella che definisce come ipocrisia della lamentela del mondo Lgbt e della maniera in cui quel mondo si lascia fagocitare, spettacolarizzare, usare, ridurre a "tipo" e macchietta sui media. Ha pareri feroci sulla sinistra e il suo modo di fare (e soprattutto non fare) quando si parla di pari diritti e pari dignità, alla faccia della senatrice Monica Cirinnà e della sua legge che ha istituito le unioni civili nel nostro Paese. Il suo approccio è molto vicino a quello di Walter Siti, fine e provocatorio scrittore e intellettuale, dichiaratamente omosessuale, che da sempre indica i limiti dell'istituzionalizzazione della famiglia gay, del modello borghese importato in una comunità che, per quanto discriminata, viveva con coraggio la propria "specialità". Lo stesso Siti che durante una presentazione letteraria, tempo fa, disse senza paura: "Quante etichette ci appiccicano addosso. Lasciateci essere gay a modo nostro". Apriti cielo. Torniamo a Platinette, che da sempre rimprovera alla sua amica Vladimir Luxuria, passata da drag queen del Muccassassina a onorevole di sinistra, di non aver fatto niente per la comunità da cui proviene ("dov'era in Parlamento? Troppo impegnata a incontrare in bagno Elisabetta Gardini?" si chiese, lingua al curaro, di fronte al giornalista Peter Gomez). Ricordando che i migliori provvedimenti contro l'omofobia sono targati Forza Italia, nel viso, corpo e cervello di Mara Carfagna. E a proposito di omosessuali, drag queen e trans arruolati dai media, altre parole avvelenate: "Non si fa un film o un talent o un reality show senza una travestita o due omosex che litigano. Un' overdose. Un nuovo conformismo". 

"Se dissenti sul gay pride non hai cittadinanza"

Pieno di conflitti tra sé e sé, ma con le idee chiare rispetto alla narrazione maggioritaria attorno alla comunità "arcobaleno". Su Family Pride e Gay Pride: "Il secondo gode di miglior stampa. Se dissenti sul Gay Pride non hai cittadinanza. Eppure le conquiste ci sono, ci si può prendere in giro". Sulla stepchild adoption: "Zero, senza incertezze". Sull'utero in affitto: "Una forma orribile di sfruttamento delle donne". Sulle unioni civili: "Non mi convince il matrimonio come mutuo soccorso". Sull'ormone che rallenta la pubertà: "Zero, anche qui". Sul Metoo: "Si salvano tutti, da Brizzi a Cr7. Ma si moralizzano le donne che sono felici di concedersi per trarne vantaggio". Se il mondo è fatto di persone, indipendentemente dalla loro identità sessuale, allora è fatto anche di diversità pure forte di opinioni. Ma ora a Mauro-Platinette manca la cosa più importante: la pace con se stesso. Quella che scatena conflitti, fame morbosa, malesseri, scarsa autostima. E' arrivato il momento di trovare quella pace. 

 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna   
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In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...