Sergio Castellitto: "Io, artigiano dei sentimenti e padre fallito"

L'attore è protagonista di "Pezzi Unici", serie tv di Rai1 ambientata nelle botteghe di Firenze tra ragazzi difficili e la creatività manuale capace di dare il riscatto

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Zucchero con le mani sbucciava le cipolle in uno dei suoi più grandi successi. In “Pezzi unici” invece con le mani si fanno oggetti in legno o in ferro battuto o in cuoio, frutto della creatività di quell’antica eccellenza italiana nel mondo che si chiama artigianato. Già perché al centro di questa nuova serie tv, che debutterà su Rai1 domenica 17 novembre, ci sono alcune botteghe artigiane, e la bellezza della città che più di tutte le ospita e da sempre le rappresenta, Firenze. “Un mondo in mezzo al quale sono cresciuta, percorrendo i vicoli odorosi delle materie che si usano per plasmare gli oggetti, un mondo però che purtroppo va scomparendo, visto che sono tantissimi i laboratori e le botteghe che hanno dovuto chiudere”, racconta Cinzia Th Torrini, regista della serie articolata in sei prime serate e produttrice con la sua Cassiopea insieme con Rai Fiction e Indiana Production.

Castellitto: "Il mio Vanni è tagliato in due da un dolore indicibile"

“Un mondo verso il quale ho voluto accendere i riflettori nella speranza di risvegliare l’interesse dei giovani sulla manualità creativa”. Una “mission” condivisa da Rai Fiction che in “Pezzi Unici” crede moltissimo perché “raccontare questo patrimonio fatto di manualità e invenzione, individualità ma anche dimensione collettiva attraverso un gruppo di giovani che sembrano perduti significa richiamare l’attenzione sulla capacità di riscatto del lavoro e sulla speranza che la bottega offre di mettere alla prova il proprio talento”, come sostiene la direttrice Eleonora Andreatta. Già perché i “pezzi unici” del titolo sono cinque ragazzi problematici ospitati da una casa famiglia: c’è chi ha rubato, chi ha subito violenza e alle spalle non ha più una famiglia, chi è caduto nella tossicodipendenza. Ognuno di loro ha un dramma diverso dietro di sé e un sogno di riscatto: sono dei pezzi unici” appunto, proprio come quelli creati nella bottega artigiana che li ospita per un laboratorio di falegnameria che li vorrebbe reintrodurre alla vita attiva e allontanare dalla prospettiva del carcere. A tenerlo, recalcitrante e burbero, è Vanni, maestro nella lavorazione del legno, ma padre fallito visto che il suo unico figlio, Lorenzo, si è prima perso nella strada della droga e poi è morto, in circostanze piuttosto misteriose, archiviate forse troppo frettolosamente dietro la parola suicidio. Si innesca così una linea gialla, una vera crime story, in quello che è un racconto di formazione e un dramma sociale.

La nostra epoca inodore e digitale dove non ci si tocca più

A dare rabbia e dolore, ma anche voglia di trovare la verità, al personaggio di Vanni è Sergio Castellitto. “È bello lavorare ed essere fieri di ciò che si fa. “Pezzi Unici” è un mix di generi capace di riservare una suspence emotiva nelle relazioni umane. È come un grande serbatoio in cui lo spettatore troverà qualcosa che lo riguarda. Il mio Vanni è un uomo tagliato in due da un dolore insopportabile e indicibile. E prendere il posto del figlio scomparso nel laboratorio di falegnameria per lui è un po’ come darsi una seconda possibilità, nel tentativo di imparare finalmente a gestire le relazioni umane”.

Sergio Castellitto con il suo personaggio condivide il mestiere “visto che l’attore è un artigiano a tutti gli effetti e infatti si dice “fare” un film così come “si fa” un oggetto. Il nostro scalpello è il corpo, sono gli occhi, il sorriso: tutti strumenti attraverso i quali diamo vita ai sentimenti”, racconta nell’Antico Setificio Fiorentino di Firenze dove è stata organizzata la presentazione di “Pezzi Unici”, tra telai del Settecento e preziosissimi broccati. “Ormai quella in cui viviamo è un’epoca inodore, in cui il gesto che facciamo più spesso è quello del digitare, dello sfoglio sullo smartphone. Ecco questa invece è una storia dove si tocca davvero e si viene toccati, proprio come il mio personaggio che si era un po’ anestetizzato alla vita”.

"Noi attori siamo dei bipolari"

Castellitto, che con la moglie e scrittrice Margaret Mazzantini è padre di quattro figli, ha anche sottolineato la bellezza di lavorare con un cast di giovani e bravissimi attori, molti dei quali formati al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: “Il mio Vanni ha perso un figlio. Perdere un figlio non vuol dire non averlo più ma averlo nella forma del dolore e della mancanza. Vuol dire averlo per sempre. L’indagine per lui è quasi un pretesto. La vera domanda che si fa non è: “Che cosa è successo?”, ma: “Dove ho sbagliato?”. E sugli adolescenti sostiene: "Il mondo dell'adolescenza è sull'orlo del baratro. A volte finisce in polarità, a volte si ferma prima. Ma poi chi è normale? Anche l'attore in fin dei conti è un bipolare".

L’altro grande protagonista di “Pezzi Unici” è Giorgio Panariello, che come attore si conferma un grandissimo talento. E regala umanità al suo fabbro Marcello, brontolone e un po’ geloso della figlia. Ne parla con entusiasmo e con la consueta simpatia: “Per me è una grande opportunità. Da tempo cerco di far capire che si può fare il sabato sera televisivo ma anche l’attore drammatico”. E lui per non sbagliare li fa alla grande tutti e due. Già perché dopo questa serie e il nuovo tour teatrale, Panariello prenota il suo ritorno in tv con uno show capace di raccontare la sua vita insieme con quella dei suoi personaggi storici.

Nel cast di “Pezzi Unici”, anche Irene Ferri, Fabrizia Sacchi e una partecipazione speciale di Loretta Goggi.