Il pentimento del masterchef, Bastianich getta la maschera: "L'alta cucina è solo una moda esaltata"

Il giudice del popolare talent show prende le distanze dal format che gli ha dato grande successo, e pensa al futuro, fatto di bere vino e suonare musica

Joe Bastianich
Joe Bastianich
TiscaliNews

Era quello che faceva volare piatti pieni di pietanze sgradite, gridando "questa è m....a" ai candidati che lo subivano a testa bassa, il masterchef. Tornando verso la loro postazione con le loro besciamelle tremolanti. E su quella immagine da sergentone Full Metal Jacket dell'alta gastronomia, Joe Bastianich ha costruito la sua fortuna televisiva italiana, peraltro derivando già da una famiglia potente nella risorazione mediatica, dato che la mamma è una stella tv del settore negli Usa. Ma dopo diverse stagioni da guru del bel mangiare, Joe si leva la maschera e dichiara: "Il cibo è solo una moda: viviamo una fase un po’ esaltata". Aria nuova quindi, basta ingredienti, dosaggi, accostamenti, fornelli, salse. 

Essere un masterchef non è più fondamentale

Mentre dà la picconata finale alla moltiplicazione di ristoranti, pizzerie e perfino fast food gourmet che sull'onda del successo del talent show culinario si sono moltiplicati ovunque, spesso con risultati tutt'altro discutibili che si sostanziano nel conto sproporzionato a fine pasto, Bastianich torna al suo amore per la musica. Lo aveva già fatto nel viaggio musicale, regione per regione, attraverso l'Italia. Ora mette assieme vino e note per un tour teatrale. 

Bere, e suonare

"L’idea...mi ha fulminato all’improvviso, bere e suonare insieme" ha raccontato in una recente intervista Joe Bastianich. Presentando la nuova tournée di concerti intitolata In vino veritas. Bevi, rompi il ghiaccio con il pubblico, e procedi canzone dopo canzone. A inventare la tua seconda vita di uomo di spettacolo, quella che sta volentieri alla larga da Masterchef e dalla gastronomia trasformata in gara e spettacolo televisivo. Tanto fra i giurati del talent show ora c'à la chef Antonia Klugmann.