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Federica Pellegrini: "Che cosa ho scoperto su Matteo durante la nuova avventura"

L'ex nuotatrice dei record racconta in un'intervista che cosa ha significato per lei e il suo novello sposo partecipare a Pechino Express

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
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Simile in molti aspetti alla fenice che da tempo si è tatuata sul collo, Federica Pellegrini rinasce e si rinnova ogni volta. Da atleta straordinaria, ha spesso fatto gara a sé in vasca, conquistando medaglie, 1 Olimpiade (a Pechino), 6 Mondiali, 7 Europei, e una serie di record che la iscrivono nella storia dello sport mondiale. È stata la divina del nuoto, la Fede nazionale e da copertina, amata, invidiata, odiata, detratta, spesso da molti, che non le hanno perdonato i fallimenti, i passi falsi, la mancanza dei risultati, le crisi personali. Gente dalla memoria corta.

Eppure, dopo ogni passaggio a vuoto, alloro o meno al collo, lei riusciva sempre rialzarsi dai blocchi, consapevole di aver dato il meglio o fatto la differenza. Una vita intensa, sotto stress e i riflettori, e dalle tante fasi. In primis quella sportiva appunto, archiviata a 33 anni e con numeri difficilmente imitabili. E poi in quella televisiva, da Italia’s Got Talent, giudice per tre anni accanto a Mara Maionchi, Frank Matano e Joe Bastianich, che ritrova ora in una nuova avventura, là, nella “via delle Indie” di Pechino Express 2023, condotto da Costantino Della Gherardesca ed Enzo Miccio, ed in onda su Sky Uno a partire dal 9 marzo (e in streaming su NOW).  

L’ennesima sfida, dal Borneo malese passando in Cambogia, fino al traguardo finale, il sito archeologico di Angkor, ma che qui coincide ulteriormente stavolta con quel privato, tanto custodito e protetto, l’amore per Matteo Giunta, suo ex allenatore, sposato lo scorso 27 agosto a Venezia, e che ora li vede in coppia come “Novelli sposi”. L’uomo cruciale nell’ennesimo cambiamento, ringraziato pubblicamente una volta terminata la leggenda, ma che le è sempre stato accanto silenziosamente, per chiudere un iter professionale insieme importante.

Ora, per fortuna, quella “spy story”, come la definisce lo stesso Giunta, rimane nel passato. Il presente parla di due protagonisti, insieme agli altri concorrenti, e di un viaggio ricco di sfide quotidiane, rincorse, incontri, qualche lacrima versata, ma anche tante scoperte e conferme, riguardo a ciò che si sono visti intorno, e riguardo soprattutto a loro. “Un viaggio”, dice ancora Matteo Giunta, "che sarebbe stato possibile solo grazie a Fede".  

"É stato interessante anche per noi", racconta la Pellegrini, "perché un’esperienza del genere non l’abbiamo fatto neanche noi durante le nostre vacanze più avventurose, non abbiamo dovuto chiedere passaggi, penso che il campeggio non lo abbiamo ancora fatto insieme, abbiamo rischiato, ci siamo detti giochiamocela. Facciamo questo viaggio di nozze che nessuno ha mai fatto ed è stato bello. Se prima di partire, almeno per me, avevo un po’ paura di scoprire del lati che non mi piacevano di Matteo, e penso viceversa, quando siamo tornati eravamo ancora più uniti di prima. Una cosa ho scoperto su Matteo: si incavola, è molto competitivo e ha perso diverse volte la pazienza".  

"Ci sono stati due momenti diversi", ci dice Matteo Giunta

"Il primo quando abbiamo vissuto questa spy story, mantenendo il segreto, anche perché c’era ancora un percorso lavorativo importante da portare a termine. E quindi è stato comunque divertente. Non c’è pesato più di tanto, poi tolto un po’ questa copertura è stato ancora più emozionante, bello, perché siamo riusciti finalmente a vivere la nostra storia completamente. È stato un crescendo".  

Il tuo zaino della vita? "Oggi è leggero", racconta ancora la Pellegrini. "Ho sempre cercato di resettare, cambiare passo, trovare nuovi stimoli e qualcosa che mi appassioni. Quindi il bagaglio, sia pure sia cosciente, rappresenta il mio passato personale per il nuoto, ed è bello pesante, ma lo zaino che mi porto dietro tutti i giorni è molto leggero".

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
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Andrea Giordano

Docente universitario, dopo 8 anni allo Ied Como, oggi insegna Cinematografia...

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