Oscar: Sorrentino tifa Vinterberg, film capolavoro

Oscar: Sorrentino tifa Vinterberg, film capolavoro
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 02 APR - "Un film che invidio": Paolo Sorrentino tifa Thomas Vinterberg agli Oscar per il miglior film internazionale. L'endorsement affettuoso è in un faccia a faccia via zoom ospitato da Variety in cui il regista della Grande Bellezza e il danese di "Un altro giro" (uscirà in sala con Movies Inspired) si sono incontrati, ricordando la notte magica del 2014 quando l'italiano vinse soffiando la statuetta al collega in gara quell'anno con "La caccia". Ora Sorrentino vorrebbe che quella felicità toccasse a Vinterberg e al dramma con due nomination e che ha vinto decine di premi, toccando il cuore con la storia di un professore in crisi esistenziale intorno ai 50 anni che ritrova gioia di insegnare, di relazionarsi con gli studenti, con la moglie, quando insieme ai suoi tre amici, tutti insegnanti come lui, decide di sperimentare la teoria secondo cui la vita migliora mantenendo un alto e costante livello di alcol nel sangue. La chiacchierata tra i due registi è diventata così una reciproca confessione sull'età che avanza, il lavoro e l'alcol. "Ho 50 anni come te più o meno. Quello che è stato molto commovente per me del tuo film è che tratta delle difficoltà che hanno le persone di mezza età... per mantenere chiare nella loro mente le ambizioni che avevamo quando eravamo molto giovani", gli ha detto Sorrentino. E ha proseguito: "Ti invidio perché ho sempre pensato che fosse una buona idea fare un film su quel preciso momento in cui non sei ubriaco, ma un po' ubriaco. Quando bevo, e bevo tutte le sere, c'è un momento preciso in cui credo che la felicità sia possibile. È qualcosa che dura 20/30 minuti e ho sempre pensato che fosse un film perfetto". Poi la domanda: "Paolo, bevi quando scrivi le tue sceneggiature?". "Mai" risponde Sorrentino. "Quando scrivo ascolto musica da ballo. Musica molto stupida alla radio, musica così stupida che mi mette in una situazione molto simile al vino. Dove dimentico dove sono... È come se non fossi sobrio, ma non fossi ubriaco. Quando scrivo ascolto quel tipo di musica che mi porta nella stessa situazione in cui la sera bevo... perché aspetto sempre le 19 prima di bere". (ANSA).