Niccolò Bettarini si sfoga sui social: "Sui cadaveri dei leoni...". I suoi aggressori verso il rito abbreviato

Il figlio di Simpona Ventura e Stefano Bettarini affida ai social il suo personale sfogo a pochi giorni dall'aggressione subita fuori dalla discoteca Old Fashion

TiscaliNews

"Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani". Sono le parole di Niccolò Bettarini che in una Storia di Instagram si filma con l'occhio ancora nero, dopo il pestaggio dei giorni scorsi. Il video mostra anche l'immagine di un leone, poi impostata anche come foto del suo profilo social accanto alla frase 'remember who you are'. Parole forti che arrivano a pochi giorni da un altro post in cui Niccolò scriveva di sentirsi più forte di prima. "Sono un ragazzo fortunato - sottolineava Bettarini Jr -. Mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell'amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà".

Il post commosso di Simona Ventura - Anche la conduttrice qualche giorno fa aveva affidato ai social la sua riflessione su quanto accaduto al figlio, su quegli attimi di disperazione seguiti alla notizia del pestaggio. Ecco che cosa ha scritto la conduttrice: “Ne ho sempre avuto la consapevolezza, mai la certezza, ma credo che nella vita esista un punto di svolta… Un momento in cui capisci che un ponte è rotto, una strada è senza uscita e ti trovi davanti a un muro. Io quel punto l’ho raggiunto la mattina del 1 luglio mentre ero in viaggio. È vero: queste sono telefonate che una mamma non vorrebbe e non dovrebbe mai ricevere! Io ne ho sempre avuto il terrore (…).Il nostro Nicolò, nonostante le 11 coltellate, era sopravvissuto con la forza dei suoi 19 anni perché Dio gli ha messo una mano sulla testa, per il destino (tante troppe volte cinico e baro) era stato con lui generoso (…). Non saprei dire, ora che so che è andato tutto bene, quali siano le mie emozioni… rabbia, odio, vendetta, gratitudine, felicità. Riesco solo a dire GRAZIE”.

Chiesto il rito abbreviato per gli aggressori - Intanto, per gli aggressori (quattro i fermati accusati di tentato omicidio) si dovrebbe procedere con rito immediato. E’ quanto si appresta a chiedere la procura di Milano nelle prossime settimane. Il pm Elio Ramondini e gli investigatori della squadra mobile stanno ancora lavorando per identificare tutte le persone indagate in concorso per tentato omicidio. Da quanto si apprende è stato accertato che il coltello, usato da Davide Caddeo, il ventinovenne che è stato anche sottoposto a sorveglianza speciale, sarebbe passato di mano in mano dopo il blitz contro Bettarini prima di essere nascosto. E non è stato più trovato.