La morte corre sulla fake news. Beffata La Stampa, che denuncia gli sciacalli

Il quotidiano denuncia apertamente chi, servendosi di una grafica simile alla loro, ha pubblicato e fatto cirolare in rete per ore la notizia della morte di Nadia Toffa

di M.E.P.

Non è la prima volta e purtroppo non sarà neanche l'ultima. Solo che stavolta contro la più spregevole delle fake news, quella che celebra la morte di una persona viva e vegeta, anche se con qualche livido, è scesa in campo La Stampa, denunciando apertamente chi, servendosi di una grafica simile alla loro, ha pubblicato e fatto cirolare in rete per ore la notizia della morte di Nadia Toffa, già da diverso tempo in lotta contro un tumore. La Iena, seguitissima sui social, visto il clamore della cosa si è affrettata a rassicurare i suoi follower, denunciando l'accaduto.

L'ira di Nadia Toffa: "Devono sparire dalla circolazione"

"Grazie mille, questi fake devono sparire dalla circolazione, fanno male a tutti, compresi i lettori”, ha scritto su Twitter condividendo un post della pagina ufficiale del quotidiano La Stampa dove si legge a chiare lettere: "Da mesi abbiamo chiesto alle autorità di bloccare http://lastampatv.it perchè diffonde fake news con una grafica simile al nostro sito. Ieri ci ha attribuito un odioso articolo su Nadia Toffa, che è del tutto falso. A Nadia un grande abbraccio e tutta la nostra solidarietà!.

Una delle più grandi fake news che NON ha prodotto la Rete

Il dilagare delle fake news è argomento spinoso e fin troppo dibattuto. Certo però è che il fenomeno di diffondere notizie false e non solo per aumentare l'audience è un fenomeno che si perde nella notte dai tempi. Agevolato certo dalla nascita di Internet e soprattutto dei social network ma esistente già in epoche ben più lontane. Senza quindi voler citare gli ormai celebri annunci della morte di certi attori, a partire da Massimo Boldi fino a Terence Hill e Zalone, ecco che la storia ci restituisce dei casi celebri come quello accaduto nel lontano 1814. Esattamente a febbraio di quell'anno da Londra arrivò una notizia che sconvolse tutti: "Napoleone è morto fatto a pezzi dai cosacchi". Sentimentialismi a parte, la cosa provocò un tale scossone in Borsa da far impallidire gli azionisti del tempo. In quel caso gli sciacalli speravano di guadagnare dalla vendita di titoli governativi. L'audience in quel caso non era il principale obiettivo ma quella fake news ebbe comunque diverse ricadute a catena.