Addio all'uomo che diceva alla Carrà come ballare. E' morto Gino Landi, genio della tv

Se ne va a 89 anni uno dei più grandi talenti della direzione ideazione di grandi eventi dello spettacolo. Suoi molti show epocali, fino al teatro e alla lirica

Gino Landi. A destra, al lavoro in tv con Raffaella Carrà (montaggio da foto Ansa)
Gino Landi. A destra, al lavoro in tv con Raffaella Carrà (montaggio da foto Ansa)
TiscaliNews

Si è diviso tra cinema, teatro e tv divenendo uno dei più affermati registi televisivi e teatrali del panorama nazionale e internazionale, collaborando con Nino Rota, Ennio Flaiano, Federico Fellini, Tonino Guerra e tanti altri. E' morto stamattina a Roma il coreografo, regista teatrale e televisivo Gino Landi. Pseudonimo di Luigi Gregori, era nato a Milano il 2 agosto del 1933, aveva 89 anni. Sue le coreografie della Canzonissima del 1971 con Raffaella Carrà che rivoluzionò la tv con il balletto Tuca tuca in coppia con Enzo Paolo Turchi e di Milleluci del 1974, dove fece ballare ancora la Raffa nazionale, questa volta in coppia con Mina e la regia di Antonello Falqui. C'è la sua mano dietro varie edizioni del Festival di Sanremo e il Fantastico con Lorella Cuccarini.

La scoperta di un talento unico

Avviato allo studio della danza dai suoi genitori, entrambi artisti di varietà, Landi iniziò come ballerino, passando poi alla coreografia. Fu scoperto da Erminio Macario mentre metteva in scena Bulli e pupe con Fanfulla. Come coreografo firmò il sabato sera degli italiani, da Sanremo al Festivalbar a Fantastico con Pippo Baudo, ma anche a teatro diede vita alle coreografie in collaborazione con il duo Garinei e Giovannini, di spettacoli celebri Alleluja brava gente, Rugantino e Aggiungi un posto a tavola. Nel frattempo Gino Landi era entrato alla Rai con la qualifica di regista (1958) chiamato a realizzare le coreografie per Buone vacanze (1959) e per Giardino d'inverno (1961), dove fu assistente di Don Lurio per il debutto delle gemelle Kessler.

Le sue coreografie, il suo modo di "mettere in scena"

Tra le innumerevoli regie televisive da lui curate si ricordano quelle di alcune edizioni del Festival di Sanremo, Festivalbar e Partitissima. Per lo spettacolo leggero della Rai è stato il coreografo di trasmissioni popolari come Johnny 7 (1964), La prova del nove (1964), Scala reale (1966) e Partitissima (1967). Ha curato le coreografie di programmi storici come Studio Uno del 1961 con Don Lurio, Dove sta Zazà del 1973, Milleluci del 1974, Fatti e Fattacci del 1975. Molti di questi diretti da Antonello Falqui con cui Landi ha lavorato come coreografo per due decenni, prima di intraprendere egli stesso la carriera di regista. Da ricordare il suo lungo sodalizio con Pippo Baudo da Fantastico 7 (1986) fino ai programmi celebrativi Buon compleanno TV (2004) e 150 (2011).

Il suo segno nel teatro

Il mondo del teatro, che lo ha visto nascere e muovere i suoi primi passi, gli ha affidato regia e coreografie di numerosi spettacoli, tra i quali Rugantino e Vacanze Romane e le collaborazioni con Garinei e Giovannini. Per il Teatro Giuseppe Verdi di Trieste, nel teatro stabile Politeama Rossetti, ha debuttato nel 1970 come coreografo di Al cavallino bianco con Tony Renis, Aldo Fabrizi e Sandro Massimini e nel 1971 con Il fiore di Hawaii di Paul Abraham con Daniela Mazzucato, Sergio Tedesco, Massimini e Gloria Paul; nello stesso anno ha debuttato anche come regista di La vedova allegra sempre con Massimini; nel 1972 ha curato la regia di Cin Ci La con Miranda Martino, Tedesco e Massimini e la coreografia di La principessa della Czarda con Adriana Innocenti ed Elio Pandolfi.

La lirica, ultimo atto

Per il teatro lirico è stato chiamato a realizzare Vivì (1962) e Il barbiere di Siviglia (1989). È stato anche regista di operette e di musical (Can-Can, 1998). Al Teatro Verdi ha messo in scena anche Les Contes d'Hoffmann di Offenbach nella Stagione Lirica 2000/2001.