[Il ritratto] "I critici ragliano ma io amo le tinte forti". Addio a Losito, sceneggiatore tv di successo, si pensa al suicidio

Aveva 53 anni, è stato trovato senza vita in casa sua. Gli esordi come modello e attore, poi cantante a Sanremo e re delle fiction "pop-trash"

Teodosio Losito
Teodosio Losito
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: Crikkosan

Era il re della fiction ultra popolare e dai grandi ascolti. Successi a ripetizione costruiti con un mix perfetto: molto melodramma, un po' di sesso, molta azione, intrecci sentimentali. Da Il peccato e la vergogna a L'onore e il rispetto fino a Il bello delle donne e Caldo criminale, Teodosio Losito è stato per anni la firma di punta delle serie tv più seguite su Mediaset. E' stato trovato senza vita nella sua casa, l'ipotesi è che si sia suicidato. Aveva 53 anni. Amatissimo dal grande pubblico, meno dalla critica. A cominciare dal severissimo Aldo Grasso, a cui Losito in una intervista mandò a dire: "E' lo snobismo dei critici che in passato hanno ucciso il cinema e ora ci provano con la televisione. Che sono omosessuale lo sanno tutti, io e Tarallo (il produttore delle fiction scritte da lui, ndr) non lo abbiamo mai nascosto. A Grasso vorrei dire di tenersi forte".

Prima Sanremo poi il grande successo in tv

Carattere riservato ma schietto, Teodosio Losito aveva debuttato nel 1987 come cantante a Sanremo con Ma che bella storia dopo un breve passato come modello e attore per Joe D'Amato, grande artigiano dei film di genere fino all'hardPoi aveva scoperto il piacere e il successo della scrittura per il grande e piccolo schermo. Dopo il film Passo a due di Andrea Barzini aveva trovato il suo posto ideale nella grande televisione commerciale, inanellando successi a ripetizione e contribuendo in modo significativo alle carriere di Sabrina Ferilli, Gabriel Garko, Giuliana De Sio e Manuela Arcuri. Tra le sue serie più amate, L'onore e il rispetto, arrivata di recente alla quinta stagione.

"Fai un sorriso e dietro c'è il dolore"

Proveniente da una famiglia operaia di immigrati a Milano, Teodosio Losito cinque anni fa si raccontò come pochissime altre volte in una ricca intervista su Panorama. In cui descriveva così le ragioni della sua grande affermazione in tv, svelando anche una parte più intima di sé: "Storcono il naso, ragliano come asini, ma io non amo le sfumature, i miei personaggi sono reali e in 16 anni di lavoro gli spettatori mi hanno sempre seguito. Ho iniziato con Il bello delle donne, lì ho messo esperienze, ricordi, anche i più tristi. Fai un sorriso e dietro c’è il dolore". Descriveva l'incontro con il produttore Alberto Tarallo, fondamentale per la sua affermazione, come l'incrocio di "due anime ferite". Amava Jane Austen, Oscar Wilde e Dickens, le loro storie in cui i sentimenti esplodono e c'è un ritratto forte della società e delle sue contraddizioni. Proveniva dalla Puglia ma non aveva il carattere estroverso e caciarione che si vorrebbe appiccicare per direttissima ai meridionali. E se ne infischiava dell'etichetta pop-trash appiccicata alle fiction nate dalla sua penna.