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La figlia di Aldo Moro boccia il film di Bellocchio: "Si rispetti la storia". Ma lo storico ribatte alle accuse

"O si decide che siamo personaggi storici, e allora si rispetta la storia, o si decide che siamo personaggi privati e allora ci si lascia in pace": Maria Fida Moro critica "Esterno Notte", il film di Rai1 sul sequestro e l'uccisione del presidente della Democrazia Cristiana. E intanto gli ascolti volano

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"O si decide che siamo personaggi storici, e allora si rispetta la storia, o si decide che siamo personaggi privati e allora ci si lascia in pace". La primogenita di Aldo Moro, Maria Fida, esprime con durezza la sua amarezza nei confronti della pellicola di Marco Bellocchio ‘Esterno Notte’, in onda da lunedì 14 novembre su Rai 1 e già presentata a Cannes e poi in sala. Una fiction che ripercorre i 55 giorni della prigionia dello statista, raccontati dai diversi punti di vista delle persone che hanno vissuto il sequestro insieme a Moro: dalla famiglia, al partito, al Papa Paolo VI, suo grande amico. Nel cast corale attori del calibro di Fabrizio Gifuni, nei panni di Moro, Margherita Buy in quelli della moglie, Toni Servillo (papa Paolo VI), Fausto Russo Alesi (Cossiga), Gabriel Montesi (Valerio Morucci), Daniela Marra (Adriana Faranda). Prevedibile ma per niente scontato iòl successo di ascolti: "Esterno Notte" nella prima parte è stato visto da quasi 3 milioni e 700 mila spettatori e ha battuto il "Grande Fratello Vip" su Canale5.

"Come disse papà lasciamo che i morti seppelliscano i morti"

Maria Fida si era già espressa durante la registrazione contro una narrazione televisiva che, a suo giudizio, non può rispecchiare la verità storica, ma ora spiega più accuratamente le ragioni del suo dolore e dissenso rispetto. "La settimana prima di Natale compirò 76 anni e, dopo aver avuto l’infanzia, la giovinezza, e l’età adulta rovinate dal malefico caso Moro immaginavo, stupidamente di poter sedere su una panchina al sole, prendere un tè con le amiche. Non è per niente così", osserva. "Mio figlio ed io viviamo, nascosti in bella vista, col citofono, campanello e telefono spenti. Ma ogni giorno un’ondata di tsunami ci raggiunge ugualmente", aggiunge riferendosi a suo figlio Luca, il nipote tanto caro a Moro e al quale scrisse tante lettere durante quei lunghissimi 55 giorni di prigionia. ""È già vergognoso infischiarsene del dolore altrui ed è doppiamente vile usarlo per fare affari. Come disse papà nel 1963: lasciamo che i morti seppelliscano i morti". 

Bellocchio: "E' meno ideologico di 'Buongiorno Notte"

Interpellati dall'AGI, la Rai e il regista Marco Bellocchio hanno preferito non commentare. Quest'ultimo, l'estate scorsa aveva però detto: "il film è molto meno ideologico di 'Buongiorno Notte' perché è passato dell'altro tempo". "Mi dispiace se c'è chi lo ha interpretato come se ci fosse un accanimento sui ricordi tragici di quegli anni", aveva aggiunto. 

Lo storico: "Rispetto il dolore, ma la liberta artistica è un bene supremo"

Alle accuse della figlia di Moro replica dalle pagine de "La Stampa" anche lo storico Miguel Gotor, che ha collaborato con Bellocchio ed è uno dei maggiori studiosi di quel periodo storico. "Rispondo con le parole lapidarie con cui la famiglia commentò a caldo l'omicidio del loro congiunto: "Sulla vita e sulla morte di Aldo Moro giudicherà la storia". Poi aggiunge: "Provo un grande rispetto per la sua persona e per il dolore vissuto con il figlio e ho apprezzato i libri che ha scritto sul padre e che abbiamo utilizzato, ma questa non è una storia privata". Infine, alle accuse di Maria Fida di strumentalizzazione del dolore risponde secco: "Un film è un'opera di finzione. Credo che la libertà artistica , che è anche libertà di invenzione, sia il bene supremo da tutelare"

 

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