Miss Italia, ritorno in Rai tra le polemiche. In concorso catechiste e 'bullizzate'

La decisione di trasmettere nuovamente su Rai Uno, in occasione degli 80 anni del concorso, la finale della kermesse, non è piaciuta a molti

di M.E.P.

Non si placano le polemiche dopo la decisione di trasmettere nuovamente su Rai Uno, in occasione degli 80 anni del concorso, la finale di Miss Italia prevista per il 6 settembre. Dopo la levata di scudi di Valeria Valente, senatrice dem e presidente della commissione femminicidio, che ha definito assurdo il ritorno sulla rete ammiraglia di un programma che propone un’immagine stereotipata della donna, a storcere il naso sono anche alcuni commissari di Vigilanza dell’emittente pubblica, tra cui Michele Anzaldi e Loredana De Petris che denunciando la mancata consultazione del Consiglio di Amministrazione hanno presentato un' interrogazione parlamentare.

Il post al vetriolo di Anzaldi: "Chi ci guadagna?"

Con un lungo post sui social, Anzaldi chiede che Viale Mazzini faccia chiarezza sulla vicenda: “Su Miss Italia c'è chi prova a fare confusione, scrive, ma la questione che interessa i cittadini che pagano il canone è molto semplice: chi ci guadagna col ritorno del concorso sulla Rai? Perché la trasmissione della finale su Rai1 è stata decisa in maniera carbonara, senza passare dal Cda, senza annunci ufficiali dell'azienda e con dichiarazioni della titolare del marchio Patrizia Mirigliani arrivate solo in pieno agosto? Perché 6 anni fa l'evento non era in linea con il Contratto di servizio e la mission del servizio pubblico, tanto da essere eliminato dai palinsesti, e adesso, invece, sì? Cosa è cambiato? Chi ha deciso?”. Con un tweet, l’altra componente della commissione di Vigilanza, Loredana De Petris, gli fa eco: "Vorremmo sapere chi in #Rai ha preso la decisione di mandare in onda l'elezione di #MissItalia, se è passata o meno al vaglio del cda e comunque su quali motivazioni si basa una scelta a dir poco assai discutibile. Chiederemo spiegazioni in commissione di Vigilanza".

Anche Roberta Capua difende il concorso 

Da ex Miss Italia, interviene nella polemica anche Roberta Capua che dopo aver spiegato a chiare lettera di non essersi mai sentita “mercificata” per la sua partecipazione al concorso (“Ho cercato di affermare il mio talento e il mio modo di essere per altro”) commenta la decisione del ritorno della kermesse sulla televisione pubblica: “Si può sfruttare l'opportunità di festeggiare gli 80 anni di una manifestazione che ha fatto la storia del costume del nostro Paese, ma ricordiamoci che si tratta di un concorso di bellezza -ironizza- non è che le ragazze possono andare in tuta da ginnastica”. 

Tra le finaliste anche una catechista e una vittima di bullismo

Intanto, come conferma Patrizia Mirigliani, durante la presentazione della giuria delle prefinali al museo M9 a Mestre, il panorama delle Miss appare come sempre molto variegato. "Tra le 187 finaliste, anticipa abbiamo i casi di bullismo, abbiamo una miss che partecipa al concorso come hanno fatto sua mamma e sua nonna, una catechista che vuol fare il carabiniere, una ragazza che non ha i social". "In generale - aggiunge Mirigliani -, la maggior parte di loro pratica sport e ballo. Ce n'è addirittura una che è tornata da Londra dopo tre anni, per partecipare a Miss Italia , ma anche una mamma di un bimbo di otto anni, due gemelle di 19 e la sorella di Miss Italia Daniela Ferolla, Miriam".  

Giuria delle prefinali tutta al femminile

Meno "variegata" la giuria delle prefinali che quest'anno per la prima volta sarà tutta nel segno delle donne. A decretare quali tra le 57 ragazze che, assieme alle 21 rappresentanti delle regioni, accederanno alla finale di Jesolo per la corona di Miss Italia 2019 saranno Caterina Murino, ma anche l'insegnante di "Ballando con le stelle" Samanta Togni e la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini.