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Marco D'Amore: "Il ritorno di Gomorra? Ecco cosa posso dirvi. E sulla tragedia di Scampia parlano in troppi"

L’attore e regista casertano ha incontrato i ragazzi al Giffoni Film Festival. E sulla tragedia delle Vele a Scampia: “C’è tanta gente che parla. Io preferisco stare zitto”

Emanuele Bigidi Emanuele Bigi   
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“Devo tutto a Gomorra”, lo dice a Tiscali, come ai giffoners, che lo ascoltano in sala Blu: “è un progetto che mi ha stravolto la vita”. Marco D’Amore ha spopolato con la serie di Sky che ha appena compiuto dieci anni. Oltre ad interpretare Ciro, a dirigere qualche episodio della serie, che si ispira al best-seller di Roberto Saviano, ora, l’attore e regista, dovrebbe realizzare anche il prequel dedicato a Pietro Savastano. Lui però nega, ci dice: “Sono solo parole dei giornalisti. Lo avete detto voi. Io non ne so nulla”. Ma dietro quelle parole c’è un sorriso che nasconde un segreto che, forse, a breve verrà sciolto.

Le voci di un ritorno a Gomorra

Marco D’Amore potrebbe tornare a lavorare a Gomorra, il progetto che gli ha cambiato la vita. “Mi ha cambiato tantissimo”, ci dice, “è stata un’esperienza che  mi ha regalato consapevolezza. Mi ha fatto capire che cosa volevo fare e mi ha aiutato a esordire alla regia al cinema con L’immortale (e poi con Caracas ndr). Mi ha dato la capacità di indagare e di osare”. A D’Amore piace mettersi in gioco. “Sono in gioco sempre, anche oltre i tempi supplementari e i rigori. Questo mestiere si spegne quando si spegne la vita. Gli attori non si possono nascondere, devono sapersi osservare e fare un bilancio”, continua, “io tengo per me le analisi che compio su me stesso per migliorare quello che sarà e non per criticare ciò che ho fatto”.

Se qualcuno emula i personaggi di Gomorra è perché viviamo in un mondo di m…

Un giffoner pone a Marco la consueta domanda su Gomorra e il rischio di emulazione. “Bisogna distinguere con precisione la fascinazione che appartiene alla narrazione, dall’emulazione”, spiega. Non credo che qualcuno guardando la serie abbia emulato i personaggi. Se poi c’è chi lo ha fatto, è perché viviamo in un mondo di m…”. E poi non bisogna mai giudicare i personaggi che si interpretano. Riccardo III di Shakespeare è il più cruento della storia e mi farei tagliare le braccia per intrepretarlo”.

La tragedia di Scampia? “Annunciata da anni”

Impossibile non chiedere a D'Amore della recente tragedia alle Vele di Scampia. Ma l’attore preferisce il silenzio. “C’è tanta gente che parla, io preferisco stare zitto e mi sconcerta lo stupore. Quella di Scampia è una tragedia annunciata da anni. Oggi tutti ne parlano, tutti alzano bandiere e si fanno portatori di solidarietà. In questo momento mi taccio”.

Emanuele Bigidi Emanuele Bigi   
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Docente universitario, dopo 8 anni allo Ied Como, oggi insegna Cinematografia...

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È cresciuto con la passione per il cinema che non lo ha mai mollato. È autore...

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