"I cittadini non capiranno questi quesiti": Littizzetto contro il referendum del 12 giugno, Lega furiosa

Il monologo della comica provoca proteste e sciopero della fame di 60 dirigenti e militanti del Carroccio, a cominciare da Roberto Calderoli

Luciana Littizzetto (Shutterstock)
Luciana Littizzetto (Shutterstock)
TiscaliNews

Non è piaciuto per niente alla Lega quello che è stato definito un "monologo senza contraddittorio" di Luciana Littizzetto contro l'utilità del referendum del prossimo 12 giugno. In particolare la comica ha criticato il quesito sulla Giustizia, particolarmente impegnativo e incomprensibile. La Lega ha presentato un'interrogazione in Vigilanza Rai accusando la Littizzetto di aver violato "così le più elementari disposizioni sul pluralismo televisivo". Un "intollerabile uso strumentale del servizio pubblico".

Qui i quesiti per cui si voterà il 12 giugno

La "letterina" al Parlamento che non è piaciuta

I parlamentari esponenti della Lega che fanno parte della Commissione di Vigilanza hanno spiegato: "Leggendo un’immaginaria lettera al Parlamento, la comica si è esibita in una reprimenda dal vago sapore di superiorità morale contro l’ammissibilità dei quesiti referendari perché, a suo dire, i cittadini non avrebbero le capacità culturali per valutarne i contenuti. La trasmissione ha così mandato in onda un vero e proprio monologo contro i referendum sulla giustizia senza che il conduttore abbia in alcun modo tutelato le opinioni di quanti sono a favore delle istanze referendarie, violando così non solo le più elementari disposizioni sul pluralismo televisivo ma anche quanto previsto all’articolo 6 del contratto di servizio 2018-2022".

Dirgenti in sciopero della fame per protesta

Non è tutto. A fronte della mancanza di risposte chiare dalla Rai e dall'AgCom a cui la situazione è stata denunciata, parte lo sciopero della fame. Sono oltre sessanta i dirigenti e militanti in sciopero della fame con il vice Presidente vicario del Senato Roberto Calderoli e la Tesoriera del Partito Radicale Irene Testa, affinché il Presidente della Repubblica intervenga per far cessare il silenzio informativo sui referendum. Dal Carroccio fanno sapere che non hanno alcuna intenzione di censurare Luciana Littizzetto. 

Un intervento troppo sbilanciato

"La Rai - proseguono i parlamentari leghisti - deve sempre garantire il rigore, la considerazione e il rispetto delle regole da parte dei suoi giornalisti e degli operatori del servizio pubblico. Si chiede quindi alla Rai se i vertici ritengano che il servizio citato in premessa sia da considerarsi come una espressione del servizio pubblico Rai e quali iniziative tempestive intendano adottare al fine di garantire un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli operatori del servizio pubblico, così come previsto”.