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Leo Gassmann come Califano: la prima volta da attore, i consigli di papà e il tifo a Sanremo per Angelina

Il figlio d’arte interpreta il cantante in un film tv per Rai 1. Ci racconta come è andata sul set e come vede il suo futuro e il Festival

Emanuele Bigidi Emanuele Bigi   

Leo Gassmann, dopo aver frequentato per ben due volte il palco di Sanremo come cantante, si butta nel mondo della recitazione, proprio come il padre Alessandro e il nonno Vittorio. L’11 febbraio lo vedremo su Rai 1 nel film Califano, dove interpreta il “poeta maledetto”, il cantautore romano che ha scritto pagine della musica italiana (canzoni per Ornella Vanoni e Mia Martini) e attraversato momento bui in carcere e frequentando l’uomo del criminalità milanese Francis Turatello. “Abbiamo voluto raccontare il Franco più autentico”, ci dice il neo attore”, che rispecchiasse il ricordo degli amici”.

“Quando mi hanno detto che mi avevano preso per la parte, dopo aver sostenuto diversi provini, ho provato una forte emozione”, ci racconta Leo, “ho festeggiato tutto il giorno”. Da quel momento è iniziata la sfida: la preparazione con un coach, la palestra per perdere chili e la ricerca della voce giusta per cantare le canzoni del Califfo. Hai chiesto dei consigli a papà? “Sì, gli ho chiesto come si memorizzassero le battute”, sorride Leo, “i miei mi hanno caricato con una bella energia. Sono i genitori migliori del mondo. Nel caso specifico diciamo che si sono limitati a fare genitori”.

La cosa più difficile nell’interpretare il Califfo era non farne una copia grottesca. Era quello il rischio”, ci racconta Gassmann, “Franco è un’icona della musica italiana e della scena romana. La responsabilità era alta. Il regista non mi ha mollato un secondo, voleva che la vita di Franco venisse raccontata in modo veritiero e che potesse rispecchiare il ricordo dei migliori amici. Antonello Mazzeo (amico che ha suonato insieme a Califano ndr) è stato fondamentale per capire chi era Franco, con le sue luci e le ombre”.

E ora quale strada privilegerai, quella della musica o della recitazione? Gli chiediamo. “Entrambe”, ci risponde, “il progetto Califano rappresenta un nuovo inizio per me. Solo in Italia esiste questo preconcetto: negli Stati Uniti, in Inghilterra e in altre parti del mondo capita all’ordine del giorno che un artista si cimenti in campi diversi. Mi stanno accadendo delle belle cose, spero di continuare così”.

Leo conosce bene il palco di Sanremo, lo ha frequentato nel 2020 e lo scorso anno. Quest’anno ci ritornerà per presentare il film tv Califano. Nel cast di questa edizione ha molti amici, ma “tiferò per Angelina Mango che merita quel posto. Sono sicuro che regalerà al pubblico un’interpretazione straordinaria”.

Emanuele Bigidi Emanuele Bigi   
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