"La sposa" di Serena Rossi parte col botto, ma le polemiche rovinano la festa

Debutto con il 26% di share per la nuova produzione Rai, che però deve fare i conti con chi non ha gradito il modo in cui Calabria e Veneto sono stati rappesentati

'La sposa' di Serena Rossi parte col botto, ma le polemiche rovinano la festa
Serena Rossi "La Sposa" (Ansa)
di M.E.P.

Il grande successo della fiction "La Sposa", con Serena Rossi e Giorgio Marchesi (debutto con quasi 6 milioni di spettatori e oltre il 26% di share) è stato macchiato dalle polemiche, sia di carattere politico che geografico. In sostanza il modo in cui la Calabria e il Veneto vengono rappresentati "nuocerebbe" alla loro stessa immagine. Va detto infatti che l'ultimo capolavoro firmato Rai e prodotto da Endemol, è ambientato nell’Italia della fine degli anni ’60, in un periodo dove sono in atto grandi cambiamenti del costume, dove emerge il malcontento dei braccianti nelle campagne e il ruolo delle donne è schiacciato tra voglia di emancipazione, parità di genere e una pratica all’epoca ancora molto diffusa come quella dei matrimoni per procura. “Giovani donne del Sud venivano date in spose a uomini del Nord, per lo più agricoltori”, si legge nella cartella stampa della serie prodotta da Endemol Shine Italy per Rai Fiction. 

Maria è una donna clabrese che accetta un matrimonio per precura

In questa cornice storica, è rilevante il comportamento di Maria (Serena Rossi), una giovane donna calabrese che, per salvare la famiglia dall'indigenza, decide di accettare il matrimonio per procura voluto dal rude agricoltore vicentino Vittorio Bassi (Maurizio Donadoni). La sua famiglia è fortemente indebitata. La donna stila un accordo con il quale l'uomo si impegna a saldare il debito, a pagare l'affitto, gli studi di suo fratello e a organizzare anche il matrimonio della sorella. Giunta all'altare, però, Maria scopre che non sposerà Vittorio, ma suo nipote Italo (Giorgio Marchesi), che non ha mai visto. Una realtà totalmente ostile, dovuta al suo essere meridionale e donna, al duro lavoro nei campi, ma soprattutto al rifiuto di Italo, ancora troppo sconvolto dalla misteriosa scomparsa della prima moglie. 

Spirlì è durissimo: "Parlano una strana lingua, tante falsità"

Grandissima l'interpretazione della Rossi, ma la rappresentazione della realtà, quella della "Sposa" ha fatto storcere parecchio il naso a qualche politico che ha parlato persino di falsi storici. Ha esordito con un commento durissimo (#fa cagare) Nino Spirli, il Presidente facente funzioni della Regione Calabria, che con un post al vetriolo su Facebook ci è andato giù pesantissimo. "Parlano una strana lingua, che non corrisponde a nessuna delle lingue di Calabria!”. Ma oltre a provocazioni e slogan ad effetto, Spirlì ha ad argomentare la sua contrarietà: “I matrimoni per procura si fanno al limit, per terre lontane – Americhe, Australia, Belgio… – e non per le regioni del Nord. Forse, alcune delle nostre Donne sono partite per il Piemonte, o la Valle d’Aosta e la Liguria, dove si erano già installati gruppi di Calabresi, ma Non per il Veneto, che era regione depressa più della Calabria“.

Il presidente del Veneto: "Un falso storico che nuoce a tutti"

Se la Calabria non "sorride", in Veneto la cosa non è stata certo presa meglio. Il presidente del Consiglio regionale leghista Roberto Ciambetti, che parla addirittuta di “falso storico”, spiegando che "nuoce invece al racconto di una tragedia vissuta da molte italiane: paradossalmente i suoi cliché grotteschi e stereotipati mettono in ridicolo non solo i vicentini o i veneti, ma anche i calabresi e le donne calabresi e chi visse quella stagione. L’ambientazione e le caratterizzazioni scelte per la miniserie ‘La sposa’ - argomenta -  sono dunque scorrette e non fanno giustizia della drammatica pagine dell’emigrazione, una pagina scritta anche dai Veneti e non certo con i toni scelti nella fiction televisiva della Rai. Siamo davanti a una sorta di ‘cancel culture’ alla rovescia, una provocazione assurda”.

Ovviamente la casa di produzione si difende

Forte del grande successo, oltretutto le polemiche hanno dato un ulteriore spinta in questo senso, Endemol replica: “La serie si ispira a fatti documentati storicamente. Lo confermano anche le tantissime testimonianze che in questi giorni sono arrivate, anche sui social, di persone che si riconoscono, o riconoscono le storie delle loro famiglie, in quelle situazioni e in quegli anni. La Sposa è un racconto di fiction che vuole dare risalto a una storia di emancipazione e riscatto, con personaggi tutt’altro che stereotipati ma molto complessi e soggetti a una profonda evoluzione nel corso degli episodi”. Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli."La serie si ispira a fatti documentati storicamente. Lo confermano anche le tantissime testimonianze che in questi giorni sono arrivate, anche sui social, di persone che si riconoscono, o riconoscono le storie delle loro famiglie, in quelle situazioni e in quegli anni..."