La storia di Lucia Annibali in 'Io ci sono' su Rai1 con Cristiana Capotondi

La storia di Lucia Annibali in 'Io ci sono' su Rai1 con Cristiana Capotondi
di Adnkronos

Roma, 21 nov. (AdnKronos) - "Quell'aggressione un po' mi ha uccisa perché la Lucia che vedete oggi non è quella che ero prima. Il viso con il quale ero nata e cresciuta nella mia famiglia, non mi verrà mai più restituito". Lucia Annibali non nasconde la sua sofferenza durante la presentazione di 'Io ci sono - La mia storia di non amore', il film per la tv coprodotto da Rai Fiction e Bibi Film, che andrà in onda domani sera su Rai1 alle 21,15. Cristiana Capotondi indossa i panni dell'avvocato pesarese, aggredita con l'acido la sera del 16 aprile di tre anni fa mentre rientrava a casa. Un attacco commissionato dal suo ex, Luca Varani (interpretato da Alessandro Averone), condannato a vent'anni di carcere. Il film, diretto da Luciano Manuzzi, già nel titolo mette in risalto i due diversi aspetti di Lucia: la tragedia dell'agguato ('La mia storia di non amore'), e la determinazione mista al coraggio della Annibali di rinascere a una nuova vita ('Io ci sono'). "Quando sono stata aggredita ho pensato di morire - dice - poi ho reagito scegliendo la vita, e quando si fa questo tipo di scelta, non si torna indietro. E' faticoso, perché ci si porta dietro il peso di un dolore così grande, ma l'esperienza tragica va trasformata in qualcosa di positivo per sé e per gli altri". Proprio dal desiderio di trasmettere questa esperienza nasce il libro 'Io ci sono', scritto con Giusi Fasano, dal quale è tratto il film di Rai1, "uno dei più importanti che la Rai abbia realizzato negli ultimi anni, per la rilevanza scottante del tema che tratta e per il messaggio positivo ed esemplare che ne emerge", sottolinea la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ricordando i dati Istat che dicono come "più del 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza fisica o sessuale durante l’arco della propria vita". E aggiunge: "E’ importante che il servizio pubblico porti questo racconto nelle case di tanti italiani e che i giovani lo vedano perché l’educazione comincia fin dai primi modelli che vengono offerti, quei principi di rispetto, di dignità, di accoglienza dell'altro che sono l'antidoto più potente alla violenza".E' proprio il desiderio di "formare i giovani e gli uomini e di trasferire loro l'esperienza di Lucia" che ha spinto Cristina Capotondi ad accettare la difficile parte della Annibali nel film. "Lucia è un eroe - dice l'attrice - capace di affrontare il dolore con ironia e autoironia, con leggerezza, fino a ritrovare il sorriso. Interpretare questo ruolo è stata un'esperienza straordinaria sotto l'aspetto esistenziale oltre che professionale. Spero che questo film lo guardino molti uomini perché siamo noi a doverli accompagnare nel percorso di comprensione del cambiamento della donna. Loro sono spesso ancorati a modelli femminili arcaici". Diverso il caso di Alessandro Averone, che ha dovuto interpretare lo sgradevole ruolo di Luca Varani. "Un ruolo ingrato - dice l'attore - non è stato affatto piacevole interpretarlo. Ci sono altri 'cattivi' nella storia della letteratura e del teatro che esercitano un certo fascino, ma non certamente Varani, per la sua pochezza. Ho mantenuto la recitazione sul filo dell'ambiguità, cercando di far capire che il male può arrivare anche da una persona con la faccia apparentemente pulita". Per il produttore Angelo Barbagallo "è importante che in un Paese con crisi di memoria come il nostro certe cose vengano fissate attraverso film per la tv come questo, ben scritti, ben diretti, ben interpretati e con un linguaggio raffinato e popolare al tempo stesso". Quanto alla sua collocazione su Rai1 in contemporanea con la partita di Champions della Juve trasmessa da Canale 5, "quando ne abbiamo programmato la messa in onda - dice Andreatta - non era stata ancora decisa la data della partita. Ma un film come questo non finisce la sua storia domani, sicuramente sarà replicato". Capotondi chiude con una battuta: "Contiamo molto sull'antijuventinità italiana che mi vede in prima linea". E ad Averone che le sussurra di essere juventino: "Vabbè, domani vedrai questo film e tornerai per un attimo tra gli intelligenti d'Italia...".