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Quegli italiani impomatati e mafiosi che ci hanno stregato: i 25 anni dei Soprano

La serie che ha cambiato la storia della tv compie un quarto di secolo e viene celebrata in modo discusso: appena 25 secondi su Tik Tok. Perché ci piacciono questi "schifosi"?

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   

"Che razza di essere umano sono se perfino mia madre mi vuole morto?". E ancora: "E' meglio una cattiva decisione che nessuna decisione". Sono due delle frasi firma di Tony Soprano e della sua affascinante, volgare, stereotipatissima famiglia di picciotti italoamericani che per spiegarsi usano la mazza da baseball e per risolvere impicci tirano fuori il ferro da scaricare addosso a qualcuno. Ha appena compiuto 25 anni I Soprano, una delle serie tv più amate di sempre, l'evoluzione di "gli farò un'offerta che non potrà rifiutare" scandita con elegante perfidia dal don Corleone di Brando. Gli stereotipi, quando stanno tutti assieme senza pudore, diventano epica, scrisse Umberto Eco parlando del film Casablanca. E così la visione americana di noi mangiaspaghetti tutti intrigo, ricatto, violenza e insospettabili fragilità interiori, ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Anche per questo fa notizia il modo in cui avviene la celebrazione dello show.

Tutto in 25 secondi su Tik Tok

Viviamo in tempi in cui la fretta, il consumo impulsivo di qualsiasi cosa e in particolare di video sui social, sono arrivati all'apice di se stessi. Così la HBO, colosso delle produzioni tv, ha pensato di celebrare il quarto di secolo dei Soprano in modalità tiktoker. Riassumendo gli episodi che sono considerati uno spartiacque, un prima e dopo della storia delle serie tv, in mini riassunti di 25 secondi ciascuno. Nemmeno un trailer, nemmeno un rimontaggio di qualche minuto. E' l'era della dopamina ad alta velocità, bellezza. Della gente che si annoia dopo 20 secondi. E così se ti sei perso tutte le stagioni dei soprano, in un fast forward frenetico avrai almeno il tuo assaggio di profano e la tua micro onda di nostalgia.

Il buio totale dell'episodio finale: storia di un mistero

La ragione per cui I Soprano, andata in onda dal 1999 al 2007, ambientata nei tardi anni Sessanta ha conquistato tutti è nell'abilità della scrittura e nella perfezione del cast. E' stato un vero dramma quando nel 2013 si è spento James Gandolfini, sorta di Macbeth e di Re Lear sanguinario ma molto fragile, diventato tale perché nessuno lo ha mai amato, meno che mai la terribile madre Livia. Il Tony Soprano incastrato in un mondo familiare in cui chi non ti ama ti dovrà adorare per paura di te e di essere fatto fuori, è un personaggio tragicomico perfetto. Dentro una famiglia che, armi e ricatti a parte, sembra la nostra: moglie estranea, figli problematici, in più la famigghia, quella allargata con killer, scagnozzi e affari loschi da mandare avanti a qualsiasi costo. Inutile ammazzare e far sparire per risolvere problemi, se poi quella soluzione ti porta dallo psicanalista. Un viaggio satirico e pure divertente, che al buio torna. Quello dell'ultimo episodio rimasto nel mito proprio per la sua chiusa misteriosa: Tony Soprano è in un bar ad ascoltare un brano del juke box, e nel momento in cui la famiglia lo raggiunge lo schermo si spegne. Solo nero. Con dentro una miriade di possibili significati. Il lascito sono 87 riconoscimenti, tra cui 5 Golden Globes e 21 Emmy, e un'app con scene tagliate e dietro le quinte che aggiunge poco: si chiama Sopranos 25th Anniversary collection

 

 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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