Guzzanti truffato dall'ex manager e migliore amico: "Un milione di debiti e casa pignorata"

Al Tribunale di Roma l'attore ha raccontato la truffa subita dal suo collaboratore più stretto. Gli anni di difficoltà economiche e l'enorme debito col Fisco

Corrado Guzzanti
Corrado Guzzanti
TiscaliNews

Vivere con una scatoletta di tonno e avere problemi a pagare i costi quotidiani della vita e a fare un po' di spesa. Dopo una carriera di lavoro e guadagni cospicui. Corrado Guzzanti ha raccontato la sua vicenda al Tribunale di Roma, svelando di essere stato truffato dal manager e amico di una vita. Che avrebbe usato, a sua insaputa e con molta disinvoltura, i suoi soldi lasciandolo con un buco finanziario e un debito col Fisco di 900 mila euro. Una tragedia che segue a quella capitata, sempre sul fronte economico, alla famiglia Guzzanti nel 2012. Quando Sabina, Caterina, Paolo Guzzanti e i cugini Paolo e Sandra Balducci finirono nella truffa del cosiddetto "Madoff dei Parioli", Gianfranco Lande, che coinvolse molti Vip romani in una gigantesca truffa da 170 milioni di euro. Sei anni dopo, è Corrado a raccontare in che stato lo avrebbe ridotto il suo ex fidato manager. 

Vent'anni assieme

Al Tribunale di Roma, Corrado Guzzanti ha detto in oltre tre ore di racconto: "ll trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario". Perché Terenzio Valerio Trigona, il manager con cui l'attore ha lavorato dal 1994 al 2013, ora imputato per truffa assieme al collaboratore Cesare Vecchio, a detta di Guzzanti avrebbe "svuotato sistematicamente i miei conti bancari con la incredibile accondiscendenza degli operatori di sportello", usando quei soldi per fini personali e lasciandolo con un debito enorme e l'avviso di pignoramento della casa. L'attore avrebbe incaricato Trigona, di cui si fidava come di un carissimo amico, di investire in titoli di Stato per suo conto, pagando le relative imposte. Ma quei titoli, specificamente Bund tedeschi, non esistevano, e i soldi sparivano. Le difficoltà economiche sono state tali che Corrado Guzzanti si è trovato a "lavorare come un matto" per tentare di salvare la casa, e come ha dichiarato, fra il 2014 e l'anno successivo è stato impegnato in alcuni progetti che gli hanno permesso di respirare un po' dopo anni in cui "500 euro mi avrebbero fatto comodo" e in cui si alimentava con "scatolette di tonno". Ma il danno e il tradimento restano. E così l'inchiesta.