Se il buon dottore è un autistico che cura alla grande e piace proprio a tutti

Un fratello morto giovane, il disturbo che segna la sua vita e il desiderio di salvare altre vite. Il dottor Murphy fa il botto sulla Rai, e i critici lo promuovono

Freddie Highmore nei panni del dottor Murphy
Freddie Highmore nei panni del dottor Murphy

Cinque milioni di telespettatori in prima serata. Su Rai Uno, di martedì, in piena estate. Dicesi miracolo, nessuno ci sperava pienamente ed è uno di quei colpi lungimiranti che fanno nuovamente innamorare del servizio pubblico, spesso criticato per la scarsa innovazione e il coraggio ancora minore. Invece The Good Doctor, la serie tv di cui è protagonista il dottor Shaun Murphy, sensibile, geniale ma reso in vario modo speciale e fragile dall'autismo, piace a tutti. Al grande pubblico come ai critici televisivi più severi. E se vi viene in mente l'indimenticabile Dr. House è perché il papà di entrambe le serie è lo stesso: David Shore. Che lo ha adattato da una serie originale coreana. 

Essere "speciali"

Come Gregory House era geniale nel salvare vite e risolvere casi medici disperati, ma disturbato da un carattere sferzante e asociale, così il dottor Murphy (interpretato da Freddie Highmore, che era il bambino della Fabbrica di cioccolato nella versione di Tim Burton) deve lottare quotidianamente con la sua specialità. L'autismo si unisce alla sindrome di Savant. Ha una grande intelligenza e padronanza della materia medica, e una memoria superiore al normale. Ma agli occhi dei colleghi prima che di tutti gli altri, Shaun è un "malato". Di quella malattia misteriosa e imprevedibile che è l'autismo.

Riscattarsi dalla morte del fratello

Oltre all'autismo, che è proprio un modo di interagire con l'ambiente e le altre persone del tutto speciale, e spiazzante, a muovere il dottor Murphy è la voglia di riscattarsi dopo aver visto morire suo fratello. Da bambino aveva già perso il suo coniglio, l'animaletto che era il suo amico del cuore. Gli affetti spezzati, il lutto, ed essere un "diverso" sono il carburante per volgere la propria vita verso il meglio possibile. E quel meglio è riuscire a salvare gli altri. Come fa un bravo dottore, medicando i pregiudizi prima ancora che i pazienti. Ma la lotta è durissima. Il pathos e il realismo della serie hanno fatto presa sul pubblico. E in Rai si respira l'aria buona dei tempi migliori.