Giulia Salemi: "Ecco perché essere (in)visibile è stata la mia forza"

Intervista con la grintosa conduttrice e influencer, pronta a tornare in tv con la seconda edizione di "Salotto Salemi"

Energia e vitalità pura fatta a persona, che dietro ai sorrisi sconfinati, ha anche voglia di raccontare qualcosa in più di sé.

Giulia Salemi, conduttrice e influencer da 1milioni e 800mila follower su Instagram, è così, senza troppe smanie di protagonismo. Protagonista (sui social) come anche in tv (Grande Fratello a parte) è stata uno dei volti-simbolo dell’ultimo Giffoni Film Festival, dove insieme a Nicoò De Devitiis, ha condotto gli appuntamenti del Giffoni Music Concept. Raggiunta poi da compagno Pierpaolo Pretelli, dai prossimi giorni sarà già al lavoro per prepararsi alla seconda edizione di Salotto Salemi, che andrà in onda il prossimo ottobre su La5, raslocando da Mediaset Infinity, una conferma di un programma nato, pensato e scritto quasi per gioco, ma che si consolida e fa un passo in più.  

Salotto Salemi l’ho creato letteralmente durante la quarantena, l’anno scorso ha avuto vita propria dal punto di vista digitale, quest’anno c’è stata la promozione sulla rete», racconta. «Avremo ospiti che stupiranno, maschi e femmine. Il concept rimane quello: fare un’intervista originale, truccando l’ospite, visto che il make up rimane una delle mie passioni, sui social e tramite i brand con cui collaboro. Il mio obiettivo è far sentire a casa le persone, in modo tale che possano appunto liberarsi, dare il meglio di sé. È uno anno fortunato. Sono come una ‘formichina’, non mi ha mai regalato niente nessuno, ho avuto un processo lento, graduale, la famosa gavetta in crescita, che sono contenta di fare».

Estate, dunque, divisa tra piacere divertimento e lavoro, da stakanovista come si dichiara.

«Amo stare sul palco, condurre», dice. «Le persone che noi non facciamo niente, in realtà c’è un grandissimo lavoro, anche perché dietro un banalissimo contenuto di 15 secondi c’è uno studio, un’idea, un team, per soddisfare al meglio quelle che sono le esigenze di mercato, per creare un prodotto che sia originale, che possa interessare al tuo pubblico, che possa dare qualche consiglio utile a chi ti segue. Io ho cercato di unire tutte queste cose insieme, faccio del mio meglio, poi se sono brava o no spetta agli altri dirlo. Ogni giorno ci metto il mio». 

In mezzo a tanti giovani, che ricordi hai tu della loro età, che ragazzina eri?

«Una bambina curiosa, ma anche diversa. Il tema di Giffoni quest’anno “Gli invisibili”, a tratti lo sono stata anch’io.

Ho sempre sofferto il fatto di non riuscire ad amalgamarmi perfettamente nel gruppo dei cosiddetti “fighetti e fighette” della scuola. Io ero italo-persiana, avevo dei tratti particolari, il monociglio quando ero piccola, i capelli neri, parlavo un’altra lingua, avevo delle origini diverse rispetto a quelle più “cool” come italo-americana o italo-francese. Quello che poi mi rendeva insicura e a tratti invisibile da piccola, è quello che è diventato il mio cavallo di battaglia da grande, è quello che mi ha reso grintosa, e soprattutto mi ha insegnato a lottare giorno dopo giorno per prendere quello che desidero e sogno, senza permettere più agli altri di dire se sono giusta o non giusta, adatta o no, visibile e non visibile».