Il dramma di Giacomo Celentano: "Non mi fanno lavorare a causa del mio credo"

Il figlio del Molleggiato, oggi 53enne, denuncia una sorta di boicotaggio da parte dei media e dei discografici e lo attribuisce alla sua fede

Il dramma di Giacomo Celentano: 'Non mi fanno lavorare a causa del mio credo'
di M.E.P.

Dal padre ha ereditato il mestiere, ma non la fama. E quella di Giacomo Celentano, figlio d'arte, è la parabola triste di un ragazzo ormai uomo che nonostante il cognome pesante è praticamente sconosciuto ai più. Non che le sue sorelle Rosita e Rosalinda se la siano passate sempre bene, fatto sta che lui per diverse ragioni è uno di cui non si sente parlare quasi mai. Classe 66, di professione cantautore, diversamente dalle sue sorelle è stato sempre un tipo schivo e riservato, vittima in diversi periodi della sua vita di una forte depressione. Un buco nero dal quale è riuscito a tirarsi fuori grazie alla fede trasmessagli da sua moglie Katia, con cui ha avuto un figlio Samuele, che ad ora è l'unico nipote del "Molleggiato" e di sua madre Claudia Mori.

"Quando devo far ascoltare un brano mi scartano"

Autore di testi e di brani e diventato negli anni un bravo compositore, non solo non è riuscito a sfondare come è capitato a suo padre ma, come lui stesso ha raccontato di recente a "Storie italiane" è stata quella stessa fede che più volte lo ha fatto uscire dal baratro ad ostacolare i suoi progetti. "Sono 5/6 anni che, a causa del mio percorso sono stato bandito dai media ufficiali - ha spiegato - Quando devo portare a far ascoltare un mio brano musicale, perché sono anche un cantautore, ad una casa discografica, mi scartano. Un credente che fa questo mestiere pubblico va controcorrente quasi sempre". Questi stop, tuttavia, non frenano la sua voglia di rivalsa né hanno mai fatto vacillare la sua fede cristiana. "Dato che il mio Signore Gesù mi ha donato dei talenti artistici, il mio dovere di cristiano è farli fortificare. In questi anni ho avuto difficoltà a promuovere quello che faccio. Soprattutto tra gli addetti ai lavori. E non c'entra il mio cognome. Nonostante le difficoltà, vado avanti con i miei lavori. È il Vangelo che me lo chiede".

Il matrimonio, la scelta della castità e la rinascita spirituale

Ed è sempre per onorare il Vangelo che Giacomo Celentano aveva scelto di arrivare casto al matrimonio con sua moglie Katia. "Mi ha trasmesso la sua fede Dopo un anno di amicizia ci siamo innamorati e fidanzati, abbiamo deciso di rispettare questo valore della castità prematrimoniale". Posizioni forti quelle sul matrimonio e il sesso che potrebbero, secondo quanto lui afferma, aver contribuito a quel boicottaggio da parte dei discografici e dei media che oggi denuncia. Autore di un libro dal titolo "La luce oltre il buio", il figlio del Molleggiato ha sempre parlato del momento in cui ha incontrato la fede utilizzando la parabola della pecorella smarrita. “Mi è cara perché è la storia del mio incontro con Gesù, scrive nel libro, Egli venne a cercarmi per risollevarmi dalle miserie fisiche e spirituali attraverso Katia , poi continuò a occuparsi di me attraverso la famiglia di mia moglie e del bravo medico che mi curò”. Nel percorso che lo ha portato a consolidare la sua fede, Giacomo aveva anche pensato al sacerdozio, ma, scrisse in un altro libro "I tempi di Maria “in realtà, la mia non era tanto una vocazione, quanto la smania di rifugiarmi in un posto nascosto dal mondo e quindi di ripiegarmi su me stesso”.