Ferrario: "Mio figlio atleta, poi la tosse il sangue e il ricovero. Non sottovalutate il virus"

La giornalista e volto storico della Rai scrive la sua testimonianza su come il contagio ha stravolto la vita familiare. Perché non possiamo abbassare la guardia

Tiziana Ferrario. Al centro e a destra, suo figlio
Tiziana Ferrario. Al centro e a destra, suo figlio
TiscaliNews

E' tra i volti storici del Tg1, per 40 anni in Rai e nominata dal presidente della Repubblica, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ma nella sua lettera aperta pubblicata dal Corriere della Sera, Tiziana Ferrario è soprattutto una madre che parla dell'esperienza che sta vivendo suo figlio. E la usa come testimonianza di quale sforzo il contagio da Coronavirus richieda da ognuno di noi cittadini. La Ferrario scrive: "Vi voglio raccontare una storia che mi tormenta da giorni. È la storia di un ragazzo di 29 anni con un fisico perfetto, che ho visto lo scorso 23 febbraio correre i 1.500 metri ai Campionati italiani indoor di atletica ad Ancona. Si era allenato tantissimo per quell' appuntamento". Quel ragazzo è suo figlio, ora ricoverato in isolamento perché colpito dal virus.

Quando tutto cambia all'improvviso

Il figlio della giornalista tv Ferrario era tornato da quelle che definiva "le sue ferie migliori". Erano ferie da atleta che era andato ad allenarsi su un altopiano in Kenya per migliorare le sue prestazioni. Il ragazzo divideva le sue giornate "tra ufficio e cantiere prima di poter raggiungere l' amata pista di atletica". E nonostante lo smartworking, non sempre poteva lavorare solo da casa ("in cantiere ci devo andare, l'impianto deve andare avanti") e aveva necessità di restituire l'auto aziendale e quindi di usare, almeno in certi giorni, la metropolitana. Poi il contagio, come scrive sua madre: "Dallo scorso martedì...ha iniziato ad aver febbre a 38, tosse e mal di gola. Da venerdì, dopo ogni colpo di tosse, anche un po' di sangue. Ogni volta che ha contattato il medico gli è stato risposto di prendere la Tachipirina e lui lo ha fatto, ma la sua salute non è migliorata ed è andato al pronto soccorso. Una lastra ha individuato un inizio di polmonite, un tampone la positività al coronavirus. Da due giorni è ricoverato, ha iniziato la cura e le sue condizioni per fortuna non si sono aggravate. Non sente più sapori e odori".

Un nemico che non fa distinzioni

E mentre suo figlio resta in isolamento, Tiziana Ferrario sottolinea: "Il Covid-19 è un nemico subdolo e non fa distinzioni. Niente più allenamenti, niente più amici, niente più lavoro, ma solo una stanza isolata con un vetro dove medici e infermieri eroici entrano superprotetti per curarlo. Il loro impegno è esemplare e non va dato per scontato". E ancora: "Non finirò mai di ringraziarli per il lavoro che stanno facendo per tutti i malati che affollano i nostri ospedali in questi giorni tristi. E un grazie anche come mamma, perché il ragazzo malato di cui vi ho raccontato è mio figlio e spero che guarisca presto".  Una guarigione che è fatto insieme privato e collettivo. Perché la battaglia contro il Coronavirus riguarda tutti, e nessuno di noi può permettersi di sottovalutarla. Perciò torna quella raccomandazione mai così vitale: stiamo a casa