Fagnani su Rai2, in Seconda linea con piena libertà

Fagnani su Rai2, in Seconda linea con piena libertà
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Francesca Fagnani, 41 anni, formatasi alla scuola di Santoro e di Minoli, può sembrare distaccata, o impostata. Tutt'altro: risponde al telefono con una battuta, è diretta, immediata, ironica. Dal 17 settembre la giornalista (dopo la mancata conferma del programma di interviste Belve sul Nove) sbarca su Rai2 in prima serata: "Sono contenta di far parte della squadra - risponde in una conversazione con l'ANSA -: era da tempo che il talk show informativo mancava dal palinsesto della seconda rete. Il titolo è Seconda linea: lo condurrò con Alessandro Giuli". "Avremo opinionisti provenienti da diverse realtà - spiega Fagnani - ma si tratta di un format in divenire: soprattutto stiamo lavorando sulla fase del linguaggio. E poi siamo giornalisti: ovviamente la scaletta sarà scandita dall'attualità". C'è chi parla di un talk orientato a destra e ricorda che il suo compagno di avventura, Giuli, si definisce un dannunziano. "Tagliamo subito la testa al toro - replica la giornalista -: nessuno, e ribadisco nessuno mi ha dato una linea editoriale in tal senso, ci mancherebbe, non lo consentirei mai. Il programma sarà equilibrato, non urlato, avrà diverse voci, e poi è in fase di elaborazione. Vedrete, vi stupiremo con qualcosa di assolutamente diverso". Una curiosità, perché il titolo Seconda linea? "Non sono un'esperta di questa disciplina, ma ci provo: la seconda linea è un ruolo del rugby. Solitamente è il componente più alto della squadra ed è di conseguenza il giocatore principale nelle touche. In queste fasi di gioco le seconde linee devono saltare e contendersi il possesso del pallone per poi passarlo al mediano di mischia... insomma è un gioco di squadra: ci passeremo la palla per provare di andare a meta". "Tenteremo - prosegue Fagnani - di diversificare, giocare sulla diversità dei ruoli, sarà una sorta di gioco delle parti". L'idea, aggiunge, è "far risaltare figure, come nella metafora rugbista, importanti ma non conosciute, non da salotto televisivo, ma che hanno avuto ruoli nella società civile, imprenditori, artisti, medici, scrittori e non solo". Tra le presenze fisse Pietrangelo Buttafuoco, autore, insieme al regista Franco Maresco, di reportage. (ANSA).