[L'intervista] "Il medico geniale e disturbato, l'adolescente innamorato e il ragazzo in viaggio: il pubblico ora ama gli eroi autistici"

ll grande successo di The Good Doctor, il debutto di Atypical, il film di Salvatore tratto dal bestseller Se ti abbraccio non aver paura. Sta accadendo qualcosa di nuovo. Ne parliamo con Gianluca Nicoletti

Da sinistra: i protagonisti di The Good Doctor e Atypical, e Andrea Antonello, alla cui vicenda si ispira il film di Salvatores
Da sinistra: i protagonisti di The Good Doctor e Atypical, e Andrea Antonello, alla cui vicenda si ispira il film di Salvatores
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Lo avevamo scritto, prendendoci pure un sacco di insulti e critiche dai facili moralisti da tastiera: l'affermazione di una serie tv con protagonista un autistico, per di più sulla Rai e in piena stagione estiva, quando di solito si riciclano programmi stracotti e non si lanciano novità, stabiliva un nuovo livello di rappresentazione televisiva. Amata da subito dal grande pubblico. The Good Doctor esordiva con ottimi ascolti, e continua a crescere, forte del personaggio di medico disturbato ma geniale che risolve casi clinici complicati. Nel mentre è arrivato su Netflix Atypical, su un ragazzino che vuole vivere le sue avventure sentimentali e sessuali, rimescolando la vita di tutta la sua famiglia. Ed è in arrivo il film di Gabriele Salvatores tratto da Se ti abbraccio non aver paura, quello che fu il libro italiano più discusso e venduto di sei anni fa. Cade un tabù, dunque. Per la narrativa, autistico è bello, non più imbarazzante. E' un bene? Ne abbiamo parlato con Gianluca Nicoletti, giornalista, autore e conduttore radio, padre di un figlio autistico a cui ha dedicato il toccante e schietto libro Una notte ho sognato che parlavi

Gianluca, come ti spieghi questa fortuna degli "eroi" autistici sul grande e piccolo schermo?
"Ma sai, esistono da sempre i filoni narrativi, e gli autori ne hanno scoperto uno che evidentemente funziona. In questo momento è molto di moda mettere in scena personaggi autistici. Lo si fa da tempo a teatro, lo si è fatto in un'altra serie di grande successo, The Big Bang Theory, in cui Sheldon Cooper è proprio un autistico da manuale. E' affascinante e incuriosisce mostrare quelli che hanno particolarità speciali. Come era nell'antichità per i maghi, gli stregoni, i veggenti. Uno sguardo obliquo, diverso dal solito sulla realtà, è uno sguardo che diventa una specie di superpotere. Nel caso del medico di The Good Doctor, le sue abilità sono talmente elevate da permettergli di vincere la diffidenza dei colleghi, e di superare i traumi del passato dovuti alla morte precoce del fratello e alla violenza paterna. Ma non tutti gli autistici sono così". 

Gianluca Nicoletti con il figlio autistico Tommaso

Ma se l'autismo diventa, diciamo così, divertente, non siamo di fronte al rischio della superficialità?
"No, perché esistono autistici divertenti, estrosi e genialoidi, e altri più introversi, silenziosi. Come ad esempio è mio figlio Tommy. E immagino che la tv non riesca a mostrare come protagonisti principali tipi chiusi nel loro mondo. Però da qui a scandalizzarsi perché ci si trova di fronte a personaggi che non hanno niente a che vedere con lo sterotipo del malato come mediamente è mostrato al cinema o in tv, ce ne passa. E far vedere che la diversità cerebrale può essere una risorsa, secondo me è un passo avanti".

In Atypical siamo di fronte ai desideri sentimentali di un ragazzo con questo disturbo del neurosviluppo. Non si parla spesso di sesso e sentimenti per come li vivono queste persone.
"Non abbastanza. Io sono stato anche a convegni con esperti e studiosi dell'autismo, dove questo tema veniva quasi ignorato. Forse lo si trova imbarazzante. Ma è impossibile che una persona non voglia un compagno a fianco a se, qualcuno da amare o con cui condividere il piacere sessuale. Come si vede, non tutti i tabù sono stati abbattuti. Ma siamo su una buona strada".

Sta per uscire il film tratto da Se ti abbraccio non aver paura, diretto da Gabriele Salvatores, sul viaggio in moto in Sudamerica dell'imprenditore Franco Antonello e di suo figlio autistico Andrea. Sei anni fa fu un caso letterario.
"Conosco Franco Antonello, e lo rispetto anche se siamo in disaccordo sull'approccio all'autismo come pure sulle terapie a cui sottoporsi. Lui è stato molto criticato per aver trasformato in romanzo la storia di suo figlio e del loro viaggio. C'erano altri genitori di autistici che dicevano: non tutti sono belli, con i soldi, la Harley. Esistono realtà più dure. Ma quello è stato il modo in cui Antonello ha trasformato in racconto e opportunità la difficile condizione del figlio. Meglio parlarne che rimuovere questa realtà".

Altro genitore celebre che ha parlato dopo anni del figlio autistico è stato Elio, ex Storie Tese. Che tra l'altro invoca maggiore attenzione da parte della politica e della Sanità.
"Conoscevo Elio e la sua storia tempo prima che lui decidesse di farla diventare pubblica. Trovo importante il suo modo di esporsi. Tutti siamo stati criticati per aver 'messo in piazza' le nostre storie di genitori di autistici, di averne fatto in qualche modo una parte del nostro mestiere. Ma lo si fa per tenere viva l'attenzione su questi ragazzi che io chiamo, scherzando, diversamente cervellati. E lo stesso Elio ha voluto fornire una testimonianza di presenza e impegno su questo fronte".