Max Tortora lascia i Cesaroni: "Non sono più quelli di una volta"

Max Tortora lascia i Cesaroni: 'Non sono più quelli di una volta'
di Emanuele Bigi

Max Tortora lascia I Cesaroni. Dopo 5 anni Ezio, l’amico fraterno di Giulio (Amendola) e Cesare (Fassari), non lo ritroverete nella sesta stagione della serie tv di successo che stanno girando proprio in questi giorni a Roma. “Il mio personaggio non aveva più niente da dire, si era esaurito”, ci rivela l’attore qualche ora prima di debuttare al Teatro Olimpico di Roma nel suo primo one man show dal titolo L’amore e la follia (in scena dall’11 al 30 marzo). Uno spettacolo con musicisti e ballerine fatto di gag, imitazioni, balletti e canzoni rielaborate alla maniera di Max. “Ho messo insieme il repertorio di 30 anni di carriera, con qualche novità qua e là”. In questa intervista Massimiliano (il suo vero nome) ci parla dello show, dei suoi maestri, della comicità di oggi ingabbiata dai tempi televisivi, di Grillo e ovviamente dei Cesaroni.

Partiamo da L’amore e la follia. Perché ha scelto questo titolo?
“L’amore è verso questo mestiere che, checché se ne dica, non è affatto facile. Le gioie non sono scontate, e nemmeno il percorso che provi a tracciare. Col tempo ho anche capito che l’altro elemento fondamentale è la follia. I miei sketch che hanno avuto più successo sono quelli, appunto, più folli. Non avrebbe mai avuto lo stesso impatto l’imitazione di Luciano Rispoli (conosciuta nella trasmissione Rai Superconvention ndr) senza le parolacce”.

Dicevamo, uno spettacolo che mescola imitazioni, canzoni e balletti.
“Sì, i balletti me li hanno regalati. Non erano previsti. Sono molto contento. Quanto alle canzoni, le tratterò come mi piace di più, adattandole alla mia comicità, facendole diventare delle parodie. Per esempio racconterò come è nata la famosa Stayin’ Alive dei Bee Gees.

Invece chi imiterà?
“Alberto Sordi, Franco Califano, Rispoli, Maurizio Costanzo, Luciano Onder e Renzo Arbore. Sono contento di portare sul palco Arbore con il suo clarinetto e i suoi gilet. Ormai è diventato un’icona”.

E quali sono le novità?
“Per la prima volta mi darò ai monologhi. Speriamo bene. Nessuno mi ha mai visto in queste vesti. Comunque non tratterò né di politica né di attualità, sono un attore pop io. Parlerò di televisione attraverso le sigle dei programmi degli ultimi 30 anni, di come gli stessi programmi siano cambiati e di come siano stati cambiati dai conduttori”.

E i suoi maestri?
“Sono tanti, tutti diversi tra loro, da Alighiero Noschese a Corrado, da Sordi a Paolo Panelli, a Renato Rascel. Mi hanno influenzato in maniera diversa perché ho fatto questo mestiere a 360 gradi”.

Oggi i comici sono sempre più sedotti dai tempi e dai programmi televisivi. La tv fa bene alla comicità?
“Per niente, i loro sono interventi-spot di tre minuti. Non è la comicità che piace a me”.

Grillo invece come lo giudica: un comico o un politico?
“Entrambe. Mi fanno ridere quelli che lo considerano un ‘ex comico’. È un personaggio che ha fatto una carriera basata sulla comicità, poi ha preso un’altra strada, ma quel suo background se lo porterà dietro per sempre, qualsiasi altra professione intenda fare. Comunque sempre meglio uno che fa ridere che uno che fa piangere (che ci sia un’allusione ai nostri politici? Ndr)”.

Ora apriamo la parentesi Cesaroni. Ezio non lo vedremo più?
“Precisiamo un cosa,il mio personaggio non muore. Magari un domani ritornerà, chissà, vedremo se la sesta serie sarà l’ultima o ci sarà un seguito”.

Le manca Ezio?
“No, mi manca stare sul set con i miei compagni di viaggio. Cinque anni sono come un ciclo scolastico, una fetta di vita. Eravamo diventati una famiglia”.

Ve ne siete andati quasi tutti: lei, Elena Sofia Ricci, Matteo Branciamore e Alessandra Mastronardi. I Cesaroni hanno subito un radicale mutamento.
“Non sono più quelli di una volta”.