Stefano De Martino: "Così mi sono salvato dall'eroina". "Belen? Nessun fallimento"

Il ballerino che rivedremo presto alla conduzione di "Stasera tutto è possibile" su RaiDue, si è raccontato in una lunga intervista al "Corriere della Sera"

di M.E.P.

L'incontro con la droga, l'adolescenza difficile, ma anche il lavoro da fruttivendolo e il matrimonio con Belen. Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Stefano De Martino ripercorre in lungo e largo la sua vita e lo fa senza risparmiare i particolari. Un tuffo ne passato più buio che arriva in un momento in cui è single e concentratissimo sul lavoro visto che dal 12 gennaio tornerà al timone di "Stasera tutto è possibile", su Rai Due, e sarà nel cast della fiction "Che Dio ci aiuti 6" - al via oggi 7 gennaio .

Tra siringhe e lacci emostatici

Nelle memorie di quello che ormai è uno showman amatissimo oltre che un ballerino ci sono gli anni più duri, difficili da dimenticare. “Sono cresciuto negli anni Novanta a Torre Annunziata, in una realtà violenta, fatta di guerre tra clan, di spaccio all’aria aperta. In quei posti si cresce velocemente”. De Martino racconta che il palazzo dove viveva “non aveva né portone né citofono, ci si chiamava con un fischio… ma per via di quell’accesso libero spesso trovavo tra una rampa di scale e l’altra siringhelacci emostatici… mia madre non poteva nasconderlo: ha dovuto spiegarmi presto da cosa stare lontano e perché. Penso che mi abbia aiutato a evitare tanti guai”.

Quando facevo il fruttivendolo mi svegliavo alle 4 ed ero felice

Stefano De Martino si è salvato da quel mondo che poteva distruggere i suoi sogni e oggi è fiero di poter essere un esempio per tanti ragazzi. "L'importante è mettere amore in quello che si fa", spiega. E lui lo ha sempre fatto. "Gli ultimi due anni prima di iniziare a lavorare in tv facevo il fruttivendolo: ecco, ricordo che il mio desiderio era diventare il più bravo fruttivendolo che c’era nella zona. Mi svegliavo alle 4 e mezzo ed ero felice: sarà che ho sempre visto qualcosa di poetico nei lavori che si svolgono la mattina presto o la notte. Tutto il mondo dorme e tu sei lì, nel silenzio. Il primo caffè che prendevamo alle 5, prima di alzare la saracinesca, me lo gustavo tutto: mi sembrava di far parte di una specie di elite“. 

Il mio matrimonio non è fallito

Poi il successo ad "Amici" e la vita che prende una piega diversa, migliore, certamente all'altezza dei suoi sogni. E arriva anche l'amore, il matrimonio con Belen e soprattutto suo figlio Santiago. Poi, come lui stesso ammette "i rapporti si consumano, i sentimenti sono messi alla prova da questi tempi veloci". Ma non definisce quello con la showgirl argentina un fallimento. "Per me non ha più senso dire il matrimonio è 'fallito', spiega. Io dico che nella migliore delle ipotesi si è 'compiuto' ed è qualcosa di bello che c'è stato e i figli ne sono la prova. Ma ogni storia d'amore ha un inizio e una fine e non è un fallimento, dobbiamo far pace con questa visione e non usare un termine così negativo".

Stare da solo? La mia più grande prigione

Ad essere cambiata, adesso che è felicemente single, è proprio la sua idea di matrimonio: "È difficile che duri per tutta la vita e, per questo, ho cambiato il mio punto di vista, e vorrei dirlo a chi si trova nella mia situazione e, per di più, con figli, quindi con un ulteriore senso di colpa". Per questo dice: "Ho imparato a stare da solo e sarà la mia più grande prigione. Quando capisci che la persona con cui stai meglio sei tu è un problema perché si cercano gli altri proprio per non riflettere e riversare su di loro il compito di farlo. Invece quando impari ad ascoltarti è difficile far entrare qualcuno nella tua zona di conforto".