"I sospiri del mio cuore": finalmente in Italia il film di Kondō

'I sospiri del mio cuore': finalmente in Italia il film di Kondō
di Andrea Curreli

Prosegue senza sosta la riscoperta e la valorizzazione del cinema d'animazione giapponese firmato da Hayao Miyazaki. Dopo il premio Oscar conquistato nel 2003 con La città incantata, le opere del regista nipponico e del suo Studio Ghibli hanno abbandonato la elitaria cerchia degli amanti del genere per conquistare anche la grande distribuzione. L'ultima perla ritrovata e divulgata del genere s'intitola I sospiri del mio cuore (Mimi wo sumaseba) scritta da Miyazaki ma diretta da uno dei suoi più stretti collaboratori di allora: Yoshifumi Kondō. Il film è stato girato nel 1995 durante una proficua collaborazione che ha portato Miyazaki e il celebre animatore Conan il ragazzo del futuro a firmare diversi capolavori come Porco RossoLa Principessa Mononoke. Il cartone animato arriva in Italia non solo con un gravissimo ritardo ma anche direttamente per il mercato dell'home video (distribuzione Lucky Red) senza aver ottenuto il verdetto della sala e del botteghino. In questo lunghissimo lasso temporale durato 16 anni si è spento Yoshifumi Kondō, ucciso nel 1998 da un aneurisma.

Shizuku, i libri e il misterioso Amasawa - Conclusa la doverosa premessa, è ora di illustrare il film. I sospiri del mio cuore è liberamente ispirato all'omonima serie a fumetti scritta e disegnata alla fine degli anni Ottanta dal mangaka Aoi Hiiragi. Gli integralisti del manga ribadiscono la distanza tra la trama del fumetto e il copione del film d'animazione, che è arricchito ed elevato dalla mano di Miyazaki. La storia è ambientata a metà degli anni Novanta nella città di Tama, vasto agglomerato residenziale situato alla periferia di Tokyo. La protagonista è una ragazzina di 14 anni Shizuku. La giovane studentessa è appassionata di romanzi e racconti e adora la biblioteca cittadina. Un giorno, guardando le schede dei libri che prende in prestito scopre che vengono sistematicamente presi in prestito da un tale Seiji Amasawa. Mentre fantastica su questo misterioso personaggio, Shizuku si imbatte in un misterioso gatto che la trasporta in un ordinatissimo quartiere dove si trova un negozio di antiquariato. Dopo aver ricevuto una strana stauetta di un gatto antropomorfo chiamato Baron, la ragazza riuscirà anche a incontrare il suo Seiji rimanendo delusa dal comportamento antipatico di questo ragazzo.

Amori adolescenziali in salsa giapponese - Tanti i temi che la pellicola affronta. Prima di tutto c'è l'amore creato e alimentato dalla fantasia della giovane Shizuku. Kondō e Miyazaki non cedono alla tentazione di raccontare una mielosa storia d'amore. Con un approccio tipicamente nipponico e senza strizzare l'occhio alla visione romantica occidentale i due maestri dell'animazione descrivono il rapporto tra Shizuku e Seiji. Mescolando elementi reali e fantasitici, come consuetudine delle opere dello Studio Ghibli, si arriva anche a fare emergere una morale: per diventare grandi bisogna faticare. La passione per la lettura e la fatica per la scrittura di un romanzo divengono il simbolo di una crescita necessaria imposta dal passaggio dalla fase adolescenziale a quella adulta.